Salerno, uccise l’amico a pugni: ex pugile chiede lo sconto di pena

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Rosaria Federico

Ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato Luca Fedele, ex pugile salernitano di 49 anni accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Vincenzo Mazza, 35enne originario di Angri. La richiesta è stata formalizzata davanti al Tribunale di Salerno e il procedimento sarà celebrato il prossimo 22 giugno davanti al giudice dell’udienza preliminare Setta.

Secondo la ricostruzione della Procura, Fedele avrebbe colpito Mazza con due pugni al volto nel corso di una lite. I colpi avrebbero provocato una frattura multipla del setto nasale e una grave emorragia.

Gli accertamenti medico-legali eseguiti durante l’autopsia hanno concluso che il decesso sarebbe stato causato da una sommersione interna delle vie respiratorie dovuta all’ingestione di sangue conseguente alle lesioni riportate. A questo quadro si sarebbe associato un infarto del miocardio che avrebbe determinato la morte della vittima in tempi molto rapidi.

La ricostruzione degli investigatori

I fatti risalgono al dicembre 2025 e si sono verificati nel quartiere Santa Margherita di Salerno. In un primo momento, secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta, l’ex pugile avrebbe riferito agli investigatori di essersi trovato di fronte a un presunto ladro e di aver reagito al termine di una colluttazione.

Le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Salerno avrebbero però raccolto elementi ritenuti incompatibili con questa versione. Secondo gli investigatori, infatti, vittima e imputato si conoscevano già e si sarebbero incontrati nell’abitazione di Fedele, dove sarebbe scoppiata una discussione poi degenerata nella violenta aggressione contestata dalla Procura.

L’ipotesi sul movente e la costituzione delle parti civili

Nel corso degli accertamenti eseguiti nell’abitazione dell’imputato, dove intervennero il personale del 118 e i carabinieri dopo la richiesta di soccorso, sarebbe stata rinvenuta sostanza stupefacente. Gli investigatori hanno quindi ipotizzato che il litigio possa essere maturato proprio nell’ambito di questioni legate alla droga.
Nel procedimento si sono costituiti parte civile i familiari di Vincenzo Mazza, assistiti dagli avvocati Giovanni Pentangelo, Carmela Fattorusso, Lucia Apuzzo e Giovanni Vitale.

L’udienza del 22 giugno rappresenterà un passaggio decisivo per una vicenda che ha profondamente colpito le comunità di Salerno e Angri e sulla quale sarà il giudice a valutare le responsabilità dell’imputato sulla base degli elementi raccolti durante le indagini.

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