

il piccolo Domenico Caliendo
Napoli – Se entro 72 ore dall’intervento fallito del 23 dicembre 2025 il piccolo Domenico Caliendo fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, “sarebbe stato ritrapiantabile e avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%”.
Lo scrivono nero su bianco i periti del Gip di Napoli nella loro relazione di 553 pagine, depositata giovedì 10 settembre 2026, al termine dell’incidente probatorio disposto dal giudice Mariano Sorrentino per fare luce sulla morte del bimbo, deceduto il 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi di Napoli a causa di un trapianto di cuore fallito.
Sulla base di queste conclusioni, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, chiede ora alla Procura di Napoli di valutare “l’ipotesi di contestare l’omicidio volontario al posto del colposo” nei confronti dei medici indagati.
A far sentire la sua voce, con un messaggio carico di sofferenza, è anche la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino: “Domenico mi manca tanto, si sente la sua assenza. Dicono che ci si convince con il dolore. Ma non è vero. Più vado avanti, peggio è. La rabbia ora prevale sul dolore”. Parole che fotografano lo stato d’animo di una famiglia già provata dalla perdita del figlio e ora chiamata a confrontarsi con nuove, pesanti responsabilità emergenti dalla perizia.
Sull’altro versante, i legali dei due cardiochirurghi coinvolti – Guido Oppido ed Emma Bergonzoni –, entrambi interdetti dalla professione medica (un anno per Oppido, sette mesi per Bergonzoni) con misura cautelare emessa dal Gip, difendono l’operato dei loro assistiti.
“La dottoressa Bergonzoni ha agito nel pieno rispetto delle leges artis, ha partecipato esclusivamente alla fase propriamente dell’operazione chirurgica e non ha assunto alcuna decisione riguardo alla fase post operatoria: mi auguro che la Procura voglia chiedere l’archiviazione per quanto riguarda le responsabilità per colpa”, spiega l’avvocato Vincenzo Maiello, legale di Emma Bergonzoni.
Anche i difensori di Guido Oppido – avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes – sostengono che “in ordine all’intervento chirurgico e alle contestazioni mosse, il dottor Oppido ha agito seguendo le regole e le procedure previste in sala operatoria”.
I tre professori nominati dal Gip – Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini – hanno passato al setaccio l’intera storia clinica di Domenico, dal giorno del trapianto fino alla morte.
Com’è noto, da Bolzano era giunto un cuore “congelato” dal ghiaccio secco, erroneamente usato come refrigerante per trasferire a Napoli l’organo del bambino donatore, peraltro adoperando un box frigo fuori dalle linee guida.
Tuttavia, secondo gli esperti, “il vero errore è stato collegare il piccolo paziente a un macchinario (Ecmo) invece che al cosiddetto Berlin Heart”. La decisione di non ricorrere al cuore artificiale extracorporeo “ha rappresentato una criticità decisiva, che ha compromesso la speranza di vita del piccolo paziente”.
Mentre la Procura valuta le prossime mosse alla luce della perizia, al tribunale del Riesame di Napoli è in corso la discussione sul ricorso avverso il provvedimento di interdizione dalla professione medica nei confronti di Oppido e Bergonzoni.
Nel frattempo, la famiglia Caliendo ha già raggiunto un accordo riservato con l’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi, per un risarcimento danni (tra 1,2 e 1,5 milioni di euro), come confermato dallo stesso avvocato Petruzzi. “Ora ci concentriamo sul procedimento penale”, ha dichiarato il legale.
23 dicembre 2025: al Monaldi di Napoli viene eseguito il trapianto di cuore sul piccolo Domenico Caliendo. L’organo, proveniente da Bolzano, era stato conservato in modo errato (ghiaccio secco e box non conforme).
Gennaio–febbraio 2026: il bambino resta collegato all’Ecmo in terapia intensiva per circa 60 giorni, con gravi complicazioni.
21 febbraio 2026: Domenico muore all’ospedale Monaldi.
Marzo–settembre 2026: incidente probatorio e super-perizia dei tre esperti nominati dal Gip.
10 settembre 2026: depositata la relazione di 553 pagine.
11 settembre 2026: udienza al tribunale del Riesame sul ricorso contro l’interdizione dei due chirurghi
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