La tragedia di Senago, arrestato il conducente dell’auto: era ubriaco. In 9 nella vettura, 3 morti

Una curva presa a velocità troppo elevata, la perdita di aderenza sullo sterrato e il volo catastrofico nel canale Villoresi. È finita in tragedia la notte di un gruppo di nove ragazzi che, intorno alle 5 del mattino, stavano rientrando da un locale di Lainate. Il bilancio è drammatico: tre morti, tutti tra i 17 e i 18 anni, e un arresto.

Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, residenti a Paderno Dugnano, non ce l’hanno fatta. Alla guida della vettura, un’Audi A2, c’era il diciannovenne Gabriele Popovici, ora piantonato dai Carabinieri in ospedale con l’accusa di omicidio stradale. Il giovane è infatti risultato positivo all’alcoltest.

La dinamica dello schianto

Secondo i primi rilievi effettuati dalle forze dell’ordine lungo la via per Cesate, nel cuore del Parco delle Groane, la vettura è uscita di strada subito dopo un curvone. L’auto è salita su un terrapieno, ha sfiorato un albero e ha travolto la staccionata di protezione in ferro e legno, ribaltandosi infine nelle acque del canale. Un tratto di strada noto per essere scarsamente illuminato e particolarmente stretto, specialmente in prossimità del vicino ponte a senso unico alternato. Per le tre vittime il magistrato ha già disposto l’autopsia.

Il dolore degli amici

Per tutta la mattina, il luogo del disastro a Senago è diventato meta di un doloroso pellegrinaggio. Amici delle vittime e residenti si sono radunati davanti ai segni ancora evidenti lasciati dagli pneumatici sul terreno. «Sono morti tre nostri amici, cosa dovremmo dire? Lasciateci in pace, vogliamo piangere da soli», è lo sfogo disperato di alcuni coetanei rimasti a lungo sulla riva. Anche le istituzioni si stringono attorno alle famiglie: «Una tragedia che colpisce profondamente la nostra comunità», ha dichiarato la sindaca di Paderno Dugnano, Anna Varisco.

Il precedente sul “curvone maledetto”

I residenti e i ciclisti della zona parlano di un tratto stradale da tempo al centro delle polemiche per la sua pericolosità. Non è la prima volta che il canale Villoresi restituisce corpi e lamiere: già nel 2015, proprio dopo la stessa curva, un’auto era finita in acqua con quattro giovani a bordo, causandone la morte di due. «Questa zona è buia e di notte i rischi raddoppiano – spiegano alcuni passanti –. Se la velocità non è moderata, finire fuori strada in quel punto è purtroppo un attimo».

Approfondimento

Tre vite spezzate da un mix letale: guida in stato di ebbrezza e auto sovraccarica.
A Senago, la tragedia poteva essere evitata.
Non è solo una questione di fatalità, ma di responsabilità sociale e prevenzione.
Controlli più severi e campagne mirate sono indispensabili per fermare questa strage silenziosa.

Cronache della Campania continua a chiedere: quante altre vite devono andare perdute prima di agire davvero?

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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