

Il luogo della sparatoria
Napoli – La violenta fiammata di sangue è esplosa nella serata di martedì 16 giugno 2026 in via Vigliena, nel quartiere della periferia orientale di Napoli, San Giovanni a Teduccio. Al culmine di una discussione, Pasquale Russo – uomo già noto alle forze dell’ordine e accostato in passato alla malavita locale – ha estratto un’arma da fuoco e ha sparato contro tre membri dello stesso nucleo familiare: il 59enne Salvatore Ambrosio e i suoi due figli, Vincenzo (34 anni) e Ugo (33 anni).
Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe nato da un alterco in strada tra i due fratelli Ambrosio e un ragazzo minorenne, figlio di Russo, per contrasti pregressi. Quando la discussione è degenerata, è intervenuto il padre del minore che ha fatto fuoco contro i due giovani. In loro difesa è accorso il padre 59enne (anch’egli noto agli investigatori per reati di droga), ma il pistolero non ha esitato a sparare nuovamente, mirando alle gambe delle vittime, per poi darsi alla fuga.
Subito dopo il fatto, Russo si è reso irreperibile. Gli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, allertati dai feriti, si sono precipitati a casa del sospettato, trovandola vuota. Mentre l’uomo veniva denunciato in stato di irreperibilità, è scattata una serrata caccia all’uomo.
La latitanza è durata poco meno di 48 ore: braccato e consapevole di essere stato ormai identificato grazie alle precise dichiarazioni delle vittime, Russo è stato convinto a cedere da una efficace attività di mediazione condotta dagli inquirenti. Il 18 giugno l’uomo si è presentato spontaneamente in Questura, dove i poliziotti hanno eseguito il fermo d’iniziativa.
Sul luogo della sparatoria sono intervenute tre ambulanze del 118 che hanno smistato d’urgenza i tre feriti in altrettanti presidi sanitari della città per alleggerire la pressione sui pronto soccorso: Vincenzo Ambrosio è stato trasportato all’Ospedale del Mare, Ugo al Cardarelli e il padre Salvatore al Vecchio Pellegrini. Nessuno di loro, fortunatamente, è in pericolo di vita e le dimissioni sono previste nei prossimi giorni.
Nelle scorse ore, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) e della Procura ordinaria, il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) ha convalidato il fermo della Polizia di Stato. Per Russo è stata disposta la custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Poggioreale “Giuseppe Salvia” con l’accusa di triplice tentato omicidio e lesioni gravi.
Le indagini proseguono per chiarire i contorni profondi della vicenda e la natura dei dissidi tra le due famiglie, che risiedono a breve distanza l’una dall’altra. Essendo la misura disposta nella fase delle indagini preliminari, l’indagato conserva il diritto di appello e resta da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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