

Il carcere di Rovigo
C’è anche un giovane sannita tra le persone coinvolte nell’operazione che, lo scorso marzo, ha consentito alla Polizia Penitenziaria di sventare un tentativo di rifornire di droga e telefoni cellulari i detenuti della casa circondariale di Rovigo mediante l’impiego di un drone.
Gli agenti hanno sorpreso un gruppo composto da quattro persone – tre cittadini albanesi e un uomo originario della provincia di Benevento – mentre stavano pilotando un velivolo a pilotaggio remoto carico di materiale illecito destinato a essere introdotto all’interno dell’istituto penitenziario, eludendo i tradizionali sistemi di sicurezza.
Il piano prevedeva il trasporto di circa 300 grammi di hashish, suddivisi in involucri e ovuli, oltre a 13 telefoni cellulari completi di accessori, materiale destinato presumibilmente ai detenuti.
Nel corso dell’intervento, gli investigatori hanno inoltre sequestrato 28mila euro in contanti, ritenuti il possibile sostegno economico dell’attività illecita, insieme al radiocomando del drone, batterie e altra strumentazione utilizzata per il volo e il trasporto del carico.
L’operazione si concluse con l’arresto in flagranza di tre cittadini albanesi – A.X., classe 1996, M.A., classe 1995, e V.R., classe 1997 – e del sannita M.E., nato nel 1994. Tutti risultavano incensurati.
Per il giovane della provincia di Benevento l’autorità giudiziaria ha successivamente disposto la misura cautelare non custodiale dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, accompagnata dall’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria.
Il sannita è assistito dall’avvocato penalista Massimo Viscusi, che segue la sua posizione nell’ambito del procedimento giudiziario.