Clan Moccia e affari in Puglia, chiesti 6 anni e mezzo per l’assessore Andrea Guido

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Sei anni e sei mesi di reclusione. È questa la richiesta formulata dalla Procura di Napoli nei confronti di Andrea Guido, attuale assessore al Welfare del Comune di Lecce e tra i 47 imputati del processo scaturito dalla maxi inchiesta del Ros dei carabinieri che nell’aprile del 2022 portò all’esecuzione di 57 misure cautelari contro presunti affiliati, imprenditori e professionisti ritenuti legati agli interessi economici del clan Moccia di Afragola.

La richiesta è stata avanzata nel corso della requisitoria davanti al Tribunale di Napoli Nord. Guido risponde dell’accusa di corruzione aggravata dal metodo mafioso per fatti che risalgono al 2017, quando ricopriva l’incarico di assessore all’Ambiente del Comune di Lecce.

L’accusa: favori al clan per il servizio di raccolta dell’olio

Secondo l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia, il politico salentino avrebbe ricevuto 2.500 euro da soggetti ritenuti vicini al clan Moccia per favorire una società riconducibile agli interessi del gruppo camorristico nell’affidamento del servizio di raccolta degli oli alimentari esausti nel capoluogo salentino e nei comuni dell’Aro Le/1.

Per gli inquirenti, l’intervento avrebbe consentito di estromettere la precedente gestione del servizio, aprendo la strada alla società sostenuta dagli intermediari vicini agli interessi del sodalizio criminale. L’accusa contesta inoltre l’aggravante di aver agevolato «l’affermazione degli interessi economici e del potere economico-criminale del clan Moccia in Puglia».

Dal blitz del 2022 agli arresti domiciliari

La vicenda giudiziaria affonda le radici nella vasta operazione eseguita il 20 aprile 2022 dal Ros dei carabinieri contro il clan Moccia, storica organizzazione camorristica di Afragola. L’inchiesta ipotizzò l’esistenza di una rete di imprenditori, professionisti e amministratori pubblici funzionale all’espansione degli interessi economici del clan in diversi settori, tra cui quello dei rifiuti e dei servizi ambientali.

Tra i destinatari delle misure cautelari figurò anche Andrea Guido, che venne posto agli arresti domiciliari. L’ex assessore trascorse 139 giorni ai domiciliari prima di ottenere la revoca della misura cautelare.

Il ritorno in politica

Nonostante l’inchiesta, la carriera politica di Guido non si è interrotta. Dopo il reintegro ottenuto nel 2022, alle elezioni amministrative del 2024 è stato nuovamente eletto nel Consiglio comunale di Lecce e successivamente nominato assessore al Welfare nella giunta guidata da Adriana Poli Bortone.

La vicenda processuale resta però aperta e il procedimento è entrato nella fase decisiva. Nei prossimi mesi sono attese le arringhe difensive e successivamente la sentenza di primo grado.

La difesa: «Sono innocente»

A margine dell’udienza, Guido ha ribadito la propria estraneità alle accuse. L’assessore ha dichiarato di avere «piena fiducia nell’operato della magistratura» e di confidare in una sentenza assolutoria, sostenendo che nel corso dell’istruttoria dibattimentale non sarebbero emersi elementi significativi a suo carico.

Il contesto: il clan Moccia sotto pressione giudiziaria

La richiesta di condanna nei confronti dell’amministratore leccese si inserisce in una più ampia offensiva giudiziaria contro il clan Moccia. Negli ultimi mesi diverse inchieste e sentenze hanno riguardato esponenti e presunti fiancheggiatori dell’organizzazione, tra cui la condanna in Appello del ritenuto faccendiere del clan Gabriele Coppeta per associazione mafiosa e nuovi arresti per estorsioni, traffico di droga e controllo del territorio nell’area di Afragola e Napoli Nord.

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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Giuseppe Del Gaudio