

Condanne per il racket sui gadget della festa del terzo scudetto del Napoli
Pioggia di condanne nel processo di primo grado con rito abbreviato nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui clan Troncone e Frizziero, gruppi ritenuti attivi tra Fuorigrotta, Torretta e l’area di Mergellina. Il procedimento riguardava contestazioni di associazione camorristica ed estorsione, con particolare riferimento al presunto racket imposto ai venditori ambulanti di gadget del Napoli durante i festeggiamenti per il terzo scudetto.
Il giudice per l’udienza preliminare Comella ha accolto in larga parte l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Prisco, pronunciando numerose condanne e alcune assoluzioni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i clan avrebbero tentato di controllare il mercato della vendita di articoli celebrativi nelle aree vicine allo Stadio Maradona, imponendo ai commercianti l’acquisto e la rivendita di migliaia di trombette e altri gadget legati ai festeggiamenti calcistici.
Le indagini, culminate nell’ordinanza cautelare eseguita dai carabinieri il 15 aprile 2025, descrivono un presunto sistema di intimidazioni e pressioni economiche nei confronti degli ambulanti attivi a Fuorigrotta.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbero in particolare Vitale Troncone e il cognato Luigi Troncone, accusati di aver imposto restrizioni alla libera vendita degli articoli destinati alla festa scudetto tra il 2 e il 10 marzo 2023.
Gli investigatori sostengono che il gruppo avrebbe tentato di imporre ai commercianti l’acquisto di una partita di circa 10mila trombette da rivendere nelle giornate delle celebrazioni. L’operazione commerciale, secondo quanto emerso nel processo, non sarebbe poi andata a buon fine.
L’inchiesta ha inoltre acceso i riflettori sugli equilibri criminali nei quartieri occidentali della città. Secondo l’accusa, il clan Troncone avrebbe consolidato la propria influenza nell’area compresa tra via Costantino e via Leopardi, mentre il gruppo Frizziero avrebbe puntato ai settori turistici e alla gestione degli ormeggi nella zona di Mergellina.
Nelle intercettazioni confluite agli atti dell’indagine emergerebbero richieste estorsive rivolte ai venditori ambulanti. In un episodio contestato, Luigi Troncone avrebbe chiesto l’acquisto obbligatorio di 250 trombette per ogni bancarella, prospettando conseguenze economiche più pesanti in caso di rifiuto.
Tra le pene più severe figurano quelle inflitte ai presunti vertici dei gruppi criminali. Vitale Troncone è stato condannato a 20 anni di reclusione, così come Alvino Frizziero, Francesco Frizziero e Mariano Frizziero.
Condannati a 20 anni anche Giuseppe Troncone e Luigi Troncone. Per questi ultimi, tuttavia, i difensori Antonio Abet e Andrea Lucchetta hanno ottenuto il riconoscimento della continuazione con una precedente sentenza, circostanza che impedirà l’aggiunta di ulteriori sei anni di pena già inflitti in un altro procedimento.
Condannato invece a 14 anni il giovane Emanuele Di Pasquale braccio destro del boss Vitale Troncone eche da marzo scorso ha deciso di diventare collaboratore di giustizia. Troppo tardi evidentemente per questo processo. Il gup ha inoltre disposto due assoluzioni: quelle di Francesca Pelorosso e Alessandro Zazo.
* Vitale Troncone – 20 anni
* Giuseppe Troncone – 20 anni
* Luigi Troncone – 20 anni
* Alvino Frizziero – 20 anni
* Francesco Frizziero – 20 anni
* Mariano Frizziero – 20 anni
* Giacomo Balestra – 18 anni
* Fausto Frizziero – 16 anni
* Armando Mastroianni – 16 anni
* Marco Campopiano – 15 anni
* Emanuele De Pasquale – 15 anni
* Antonio De Monte – 14 anni
* Giuseppe Marco Scala – 8 anni
* Carlo Grieco – 8 anni
* Valerio Andrea Guerra – 6 anni
* Simona Milano – 5 anni e 8 mesi
* Salvatore Moschini – 4 anni e 6 mesi
* Luca Iuliano – 4 anni e 6 mesi
* Enzo Romano – 3 anni e 6 mesi
* Rosa Maiorino – 3 anni e 6 mesi
* Francesco Lamia – 3 anni e 6 mesi
Assolti
* Francesca Pelorosso
* Alessandro Zazo
Il totale complessivo delle condanne inflitte nel processo è di 261 anni e 2 mesi di reclusione.
Nella foto da sinistra in alto Vitale Troncone, Giuseppe Troncone, Luigi Troncone, il pentito Emanuele Di Pasquale, Giacomo Balestra, Armando Mastroianni e Antonio Di Monte; in basso da sinistra Fausto Frizziero, Alvino Frizziero, Salvatore Frizziero, Francesco Frizziero e Mariano Frizziero e Valerio Andrea Guerra)