Lago Patria, ottocento nasse fantasma strappate al mare

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Gustavo Gentile
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Castel Volturno – Ottocento nasse illegali, vere e proprie trappole di plastica abbandonate sui fondali, sono state rimosse e sequestrate in un solo giorno lungo il tratto di costa che va dalla foce del Lago Patria a quella dei Regi Lagni.

È il bilancio del primo Action Day per la tutela del mare domiziano, un’iniziativa promossa dalla Provincia di Caserta – Settore Ambiente che ha unito forze dello Stato, enti scientifici e volontariato in una task force inedita per colpire il bracconaggio e proteggere l’ecosistema marino.

Maxi operazione, tutti i numeri

L’intervento ha visto in campo il ROAN della Guardia di Finanza Campania, la Guardia Costiera di Pozzuoli con il supporto della Stazione di Castel Volturno e il Gruppo Investigativo Carabinieri Forestale di Caserta. Le attività di ricerca e bonifica, coordinate con il Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli per gli aspetti scientifici, hanno portato a un risultato definito record: centinaia di dispositivi utilizzati per la cattura illegale di seppie, polpi e altre specie sono stati individuati e neutralizzati. Gli animali ancora vivi trovati all’interno delle nasse sono stati immediatamente liberati e reimmessi in mare.

La strage silenziosa delle tartarughe

L’operazione assume un significato drammatico alla luce dei dati sulle tartarughe marine. Le nasse abbandonate o calate di frodo rappresentano una minaccia letale: i rettili vi restano intrappolati mentre cercano di nutrirsi delle prede catturate. Nel solo 2025, lungo la costa di Castel Volturno sono state rinvenute 50 tartarughe morte, 16 delle quali concentrate proprio nel tratto della foce dei Regi Lagni. Numeri che hanno spinto le istituzioni a passare dalle parole a un’azione congiunta e immediata.

Dalla trappola all’arredo urbano: il riciclo che fa bene all’ambiente

L’Action Day non si è limitato al sequestro. Le nasse di plastica, una volta rimosse dal mare, non finiranno in discarica: saranno prese in carico dal Consorzio Polieco e avviate a un percorso di economia circolare che le trasformerà in panchine e altri elementi di arredo urbano. Il materiale, sottoposto a sequestro dal ROAN, è stato affidato in custodia amministrativa al Comune di Castel Volturno e stoccato presso l’isola ecologica comunale grazie al trasporto effettuato dalla società Magenta. Ora la Guardia Costiera completerà gli adempimenti per il recupero definitivo da parte di Polieco.

Una rete mai vista prima

“L’aspetto più importante – ha dichiarato il presidente della Provincia, Anacleto Colombiano – è la straordinaria collaborazione che si è creata tra istituzioni, forze dello Stato, enti scientifici, associazioni e soggetti privati. La tutela dell’ambiente richiede una responsabilità condivisa e una visione comune. Difendere il nostro mare significa non solo proteggere un patrimonio naturale unico, ma anche promuovere legalità, cultura e sviluppo sostenibile”. Oltre ai corpi dello Stato e al Turtle Point, hanno dato un contributo essenziale il Comune di Castel Volturno, l’Ente Riserve Regionali Foce Volturno, il Consorzio di Bonifica Basso Volturno e le associazioni Domizia (con il sostegno di IMAT Castel Volturno) e Fly Liternum.

Il programma continua

Il primo Action Day ha dato vita a una collaborazione senza precedenti sul territorio, gettando le basi per un programma strutturato di interventi. Nei prossimi mesi sono già previste nuove operazioni di controllo, bonifica e tutela della biodiversità marina per rafforzare la presenza dello Stato e contrastare ogni forma di illegalità lungo il litorale domizio.

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