Sistema Rocchi, tutte le partite nel mirino della Procura: «Su Inter-Roma fu favorito il Napoli»

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Giuseppe Del Gaudio
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Milano – Un vaso di Pandora scoperchiato da una lettera di quattro pagine, scritta nel maggio dello scorso anno e rimasta a lungo sepolta negli archivi della giustizia sportiva. Oggi, quell’esposto firmato dall’ex assistente arbitrale Domenico Rocca è diventato la pietra angolare di un’inchiesta della Procura di Milano che rischia di far tremare le fondamenta del calcio italiano.

L’accusa, pesantissima, è di concorso in frode sportiva. Sul banco degli indagati figurano i nomi di spicco della classe arbitrale: il designatore Gianluca Rocchi (che ieri ha scelto la via dell’autosospensione) e il supervisore VAR Andrea Gervasoni.

Un sistema di valutazioni “corrotto”

La denuncia di Rocca non si limita a contestare singoli episodi sul campo, ma dipinge un quadro fosco all’interno dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri). L’ex guardalinee parla apertamente di “mobbing” e di un sistema punitivo per chi non si allinea. Le graduatorie di merito, secondo l’accusa, verrebbero manipolate per proteggere i “fedelissimi” del designatore.

Rocca descrive scenari in cui direttori di gara che “minacciano di morte i giocatori o arrivano al contatto fisico” vengono mantenuti in organico solo perché “piacciono al designatore”. Al contrario, chi risulta sgradito o vicino a figure “ribelli” (come l’ex arbitro Pasquale De Meo) verrebbe penalizzato con valutazioni volutamente alterate per impedirne la carriera. Un’associazione che, nelle durissime parole di Rocca, “tratta le persone come animali da macello” e altera i regolamenti per tutelare i propri uomini di potere.

Il “Sistema” in campo: i sei match sotto inchiesta

Ma è sul terreno di gioco, e soprattutto nelle dinamiche misteriose della sala VAR di Lissone, che le accuse prendono forma. Tra le carte dei PM e la missiva di Rocca emergono sei partite specifiche in cui il presunto “sistema” avrebbe influenzato o tentato di influenzare l’andamento del campionato. Ecco i sei casi nel dettaglio:

Inter-Roma (27 aprile 2025): Il rigore negato e lo Scudetto al Napoli

È l’episodio che, secondo Rocca, avrebbe deciso le sorti del campionato. Durante il match, si verifica una netta trattenuta ai danni del nerazzurro Bisseck in area di rigore. Andrea Gervasoni, supervisore di giornata, sceglie clamorosamente di non “bussare” al VAR per far assegnare il penalty. Un errore giudicato “grave” da Rocca, il quale sottolinea come questa decisione abbia molto probabilmente determinato “la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli”, che poi vinse il tricolore per un solo punto di distacco.

Udinese-Parma (1 marzo 2025): Il colpo sul vetro a Lissone

Un’ingerenza diretta e fisica. Secondo la ricostruzione, in questo match viene concesso un calcio di rigore agli incroci solo grazie a un intervento atipico. Rocchi, presente a Lissone come supervisore, si sarebbe alzato rapidamente dalla sua postazione per battere più volte sul vetro della stanza dei colleghi Paterna (VAR) e Sozza (AVAR). Il richiamo, udibile anche nelle registrazioni audio, sarebbe servito a forzarli a chiamare l’arbitro in campo per una On Field Review, portando alla “giusta” assegnazione del rigore.

Bologna-Inter (20 aprile 2025): Le designazioni pilotate

Questo match è al centro delle contestazioni mosse direttamente dal PM Maurizio Ascione a Gianluca Rocchi (convocato per un interrogatorio il 30 aprile). L’accusa è di aver favorito i nerazzurri attraverso una designazione arbitrale mirata per la delicata trasferta emiliana. Inoltre, Rocchi si sarebbe mosso per evitare che Daniele Doveri – considerato “poco gradito” all’Inter – arbitrasse la squadra milanese nella cruciale fase finale del torneo.

Milan-Atalanta: Il fuorigioco fantasma

Citata da Rocca come emblema dell’inadeguatezza e delle valutazioni falsate. In questo match, un assistente commette un “gravissimo errore” sbandierando un fuorigioco inesistente, di oltre un metro, a un giocatore del Milan partito da posizione nettamente regolare. Un episodio portato come prova della scarsa qualità tecnica protetta dal sistema di potere interno.

Salernitana-Modena (8 marzo 2025): Il rigore revocato

Un fascicolo che vede indagato direttamente Andrea Gervasoni. L’attenzione degli inquirenti è concentrata sulla gestione di un calcio di rigore, inizialmente concesso agli emiliani e successivamente cancellato in seguito all’intervento della sala VAR. Un episodio che aggrava la posizione del supervisore per presunte ingerenze sul risultato.

Inter-Verona (gennaio 2024): Il caso Di Vuolo

Un fascicolo parallelo, temporalmente antecedente ma connesso alle polemiche sull’utilizzo della tecnologia. Nato dall’esposto di un tifoso del Verona due anni fa, ha portato all’audizione dell’assistente VAR Rodolfo Di Vuolo. L’avvocato di quest’ultimo, Simone Ciro Giordano, ha però precisato che il caso sembrerebbe destinato all’archiviazione per totale infondatezza, non avendo avuto ulteriori seguiti dopo i primi interrogatori.

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Giuseppe Del Gaudio

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