Caso Rocchi, la difesa contrattacca: «Contestazioni generiche, mancano i nomi dei presunti complici»

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Milano– La linea difensiva è ancora in fase di definizione, ma la posizione dei legali di Gianluca Rocchi è già chiara: le accuse mosse dalla Procura di Milano risultano troppo vaghe per delineare un quadro accusatorio solido. A pochi giorni dall’interrogatorio fissato per giovedì 30 aprile davanti al pm Maurizio Ascione, l’avvocato Antonio D’Avirro, difensore dell’ex designatore arbitrale (autosospesosi dal proprio incarico), solleva dubbi significativi sulla struttura delle imputazioni.

Il nodo delle imputazioni e la strategia difensiva

“Dobbiamo ancora decidere se rispondere alle domande del pm o avvalerci della facoltà di non rispondere. Le contestazioni sono generiche, non si capisce molto”, ha dichiarato l’avvocato D’Avirro. Il cuore della critica mossa dalla difesa riguarda l’assenza di soggetti identificati con cui Rocchi avrebbe collaborato.

Trattandosi l’ipotesi di frode sportiva di un reato intrinsecamente plurisoggettivo (che richiede cioè il concorso di più persone), il legale sottolinea un’anomalia procedurale: “Non sappiamo chi siano le persone che avrebbero concorso all’ipotesi di reato. Ne ho fatti di processi per frode sportiva e non ho mai visto che nell’imputazione non si dica chi sia l’altro soggetto del presunto accordo”.

Il “Caso Doveri” e i presunti accordi a San Siro

Tra i punti centrali dell’inchiesta figura un presunto incontro avvenuto allo stadio Meazza di San Siro il 2 aprile 2025. Secondo l’ipotesi investigativa, in quell’occasione si sarebbe delineata una strategia per evitare l’assegnazione dell’arbitro Daniele Doveri — ritenuto “poco gradito” — alle partite dell’Inter nella fase finale dello scorso campionato e nella finale di Coppa Italia.

Su questo specifico punto, D’Avirro ridimensiona il contesto, ricordando che “Rocchi girava tutti gli stadi” per ragioni istituzionali legate al suo ruolo, ribadendo la necessità che la Procura indichi con precisione gli eventuali interlocutori dell’ex designatore.

Inoltre, riguardo a una delle gare finite sotto la lente d’ingrandimento, il legale precisa che l’eventuale illecito riguarderebbe un match “il cui risultato non è stato alterato, il rigore c’era”. Quanto alle intercettazioni o agli strumenti di indagine utilizzati per ricostruire i fatti, la difesa prende atto che sono mezzi consentiti dal tipo di reato ipotizzato.

L’audizione del supervisore Var Gervasoni

L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Monza, non si ferma all’ex designatore. Per la giornata di giovedì 30 aprile è stato convocato a Milano, con invito a comparire sempre firmato dal pm Ascione, anche Andrea Gervasoni. Il supervisore Var risulta indagato nell’ambito di un filone parallelo dell’inchiesta, focalizzato in questo caso sulla direzione di gara di Salernitana-Modena, disputata l’8 marzo 2025. Un ulteriore tassello di un’indagine che promette di chiarire i contorni di una vicenda complessa per i vertici arbitrali italiani.

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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