

Il Monaldi e il dottor Guido Oppido
Un nuovo interrogatorio per il chirurgo Guido Oppido e per la sua vice Emma Bergonzoni. Il giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino ha fissato per l’8 maggio un secondo confronto con i due medici nell’ambito dell’indagine sul presunto falso nella cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre all’ospedale Monaldi di Napoli.
La decisione del gip rappresenta uno sviluppo che, di fatto, allunga i tempi rispetto alla richiesta della Procura di Napoli di disporre l’interdizione dalla professione medica per i due chirurghi coinvolti nell’intervento.
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. La scelta di procedere con un interrogatorio bis nasce dall’acquisizione di nuovi elementi investigativi, in particolare testimonianze raccolte nelle ultime settimane.
Oppido, assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, ed Emma Bergonzoni, difesa dal professore Vincenzo Maiello, hanno sempre sostenuto di aver operato nel rispetto dei protocolli e delle procedure previste.
Al centro dell’indagine vi è la ricostruzione delle fasi del trapianto. Secondo quanto emerso finora, il cuore destinato al bambino sarebbe arrivato a Napoli da Bolzano in condizioni non ottimali, dopo il trasporto con ghiaccio secco che ne avrebbe compromesso la funzionalità.
Uno dei punti da chiarire riguarda l’orario dell’espianto del cuore nativo del piccolo paziente. Gli inquirenti intendono verificare se questa fase dell’intervento sia stata avviata prima della piena disponibilità di un organo idoneo al trapianto.
Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici disposti dall’autorità giudiziaria. Martedì 28 aprile, all’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, saranno eseguite le analisi sul cuore malato espiantato al bambino e sull’organo del donatore utilizzato per il trapianto.
Alle operazioni parteciperà il collegio dei periti nominato dal giudice, insieme ai consulenti delle parti e ai sette medici attualmente indagati nel procedimento.
Tra i consulenti della famiglia Caliendo potrebbe esserci anche una partecipazione da remoto. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei familiari, ha infatti chiesto e ottenuto l’autorizzazione per il collegamento in videoconferenza di tre specialisti: il cardiochirurgo Gianni D. Angelini, residente nel Regno Unito, l’anatomopatologo Alessandro Iacobelli e l’anestesista rianimatore Maria D’Amico.
Gli accertamenti saranno coordinati dal medico legale Luca Scognamiglio. La Procura ha inoltre affiancato agli esperti già nominati un ulteriore consulente tecnico, il cardiochirurgo Paolo Centofanti.
Nei giorni scorsi, su disposizione dell’autorità giudiziaria e alla presenza dei carabinieri del Nas di Napoli, il cuore malato del bambino è stato consegnato all’istituto di medicina legale di Aversa a uno dei periti incaricati, proprio in vista degli esami programmati a Bari.
Gli approfondimenti tecnici dovranno contribuire a chiarire le condizioni dei due organi e ricostruire con precisione tutte le fasi dell’intervento chirurgico che precedette la morte del piccolo paziente.