Napoli, caro carburante: bonus solo ai tir, i tassisti non ci stanno

Napoli – Il recente decreto-legge (DL 33/2026) emanato a marzo 2026, che introduce il taglio delle accise di 25 centesimi e un bonus specifico per gli autotrasportatori, ha riacceso la miccia della protesta nel settore del trasporto pubblico non di linea. Se da un lato la misura prova a mitigare l’impennata dei costi energetici, dall’altro scava un solco profondo tra chi trasporta merci e chi assicura la mobilità dei cittadini.

«È possibile che il trasporto pubblico venga ancora una volta ignorato?» si chiede con amarezza il Comitato Tassisti di Base. La categoria lamenta una disparità di trattamento che appare ingiustificata a fronte di rincari che colpiscono indistintamente chiunque operi su gomma. L’accusa è chiara: nonostante il ruolo essenziale svolto nel sistema Paese, i tassisti si sentono ridotti a “fantasmi” dalle decisioni di Palazzo Chigi.

Appello all’unità: l’unione fa la forza

Il cuore della protesta risiede nella frammentazione della rappresentanza. Secondo il Comitato, il problema cronico è la tendenza dei singoli settori a guardare esclusivamente al proprio orto, lasciando indietro segmenti fondamentali della mobilità. L’invito è quello di superare gli egoismi per fare fronte comune: istituzioni, associazioni dei consumatori e sindacati dell’autotrasporto e del trasporto pubblico devono sedersi allo stesso tavolo.

«Siamo due facce della stessa medaglia: loro trasportano merci, noi persone. Perché allora questo squilibrio?» sottolinea la nota del Comitato, evidenziando come la crisi del carburante stia mettendo a rischio la sostenibilità economica di migliaia di famiglie che operano nel settore pubblico.

Il Comitato Tassisti di Base rivolge un appello perentorio alle organizzazioni sindacali nazionali affinché intervengano con urgenza presso il Governo. La situazione non è più rimandabile: viene chiesta la convocazione di un incontro con il Presidente della Regione Campania per affrontare l’emergenza carburante con misure concrete e territoriali.

Le criticità sono già state segnalate ufficialmente alla Regione circa due settimane fa, ma il silenzio delle istituzioni impone ora un cambio di passo. «Invitiamo tutte le altre sigle sindacali a unirsi alla nostra mobilitazione», conclude il Comitato. «È il momento di far sentire la nostra voce in modo unitario e compatto».

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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