Casal di Principe, minacce a Maresca: «Sei morto, stiamo uscendo di galera»

Casal di Principe – «Sei morto». Poche parole, digitate con la freddezza di chi si sente intoccabile dietro lo schermo di uno smartphone, ma che pesano come piombo. Il destinatario è Catello Maresca, il magistrato simbolo della lotta al clan dei Casalesi, oggi consigliere comunale a Napoli.

L’attacco è arrivato in diretta su TikTok, durante un confronto pubblico sul referendum giustizia, da parte di un profilo anonimo dal nickname inequivocabile: “casalesenfam”.

L’ombra delle scarcerazioni eccellenti

Non si tratta di semplici insulti da “hater”. Il tono delle intimidazioni è circostanziato e punta dritto al cuore della sicurezza nazionale: «Marè, i Casalesi non sono finiti, accort a te», e ancora, «Stiamo uscendo da galera». Un riferimento che gli inquirenti giudicano estremamente inquietante, poiché coincide con il fine pena previsto per diversi fedelissimi del boss Michele Zagaria.

Tra pochi mesi, infatti, potrebbero tornare in libertà figure di spicco come i fratelli Garofalo, Michele Fontana (noto come “’o sceriffo”) e Salvatore Nobis. Un “eterno ritorno” criminale che rischia di destabilizzare nuovamente un territorio mai pienamente pacificato.

Escalation di violenza: tre bombe in un mese

Le minacce a Maresca non arrivano nel vuoto pneumatico. L’agro aversano è scosso da una nuova ondata di violenza dinamitarda. Negli ultimi trenta giorni si sono registrati tre attentati: l’ultimo ha sventrato una cornetteria appena inaugurata a Casapesenna, mentre ordigni sono esplosi anche a Cesa e San Cipriano d’Aversa.

Proprio contro questa recrudescenza Maresca aveva alzato la voce sui social: «Il clan torna ad alzare la testa. Che siate maledetti», aveva scritto il magistrato. Un atto di accusa che potrebbe aver innescato la violenta reazione degli anonimi sodali del clan.

La replica del magistrato: «Lavoro incompleto»

Maresca, a cui recentemente è stata ridotta la scorta, ha già sporto denuncia. Non è la prima volta che finisce nel mirino, ma la coincidenza temporale con la riorganizzazione del clan preoccupa.

«La concomitanza tra queste minacce e il ritorno di personaggi ingombranti è sospetta», spiega il magistrato. «Conferma che la lotta al clan è un’opera mai finita. Non vorrei che queste intimidazioni fossero la risposta al mio video di denuncia».

Maresca, l’uomo che nel 2011 scovò Michele Zagaria nel suo bunker, resta dunque un bersaglio sensibile. Mentre la politica discute di riforme, sul campo la sfida tra lo Stato e la camorra dei Casalesi sembra essere tornata a un livello di allerta massima.

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Pubblicato da
Gustavo Gentile

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