Avellino – Due assalti messi a segno nel giro di pochi mesi, con la tecnica esplosiva della “marmotta”, e ora cinque misure cautelari eseguite dai carabinieri. È il bilancio dell’operazione scattata all’alba del 20 marzo, su disposizione del gip del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura irpina.
Nel mirino degli investigatori è finito un gruppo composto da cinque giovani di origine pugliese, tra i 21 e i 29 anni, alcuni già noti alle forze dell’ordine. Le accuse, allo stato delle indagini preliminari, sono pesanti: concorso in furto aggravato, danneggiamento e detenzione e trasporto di materiale esplosivo.
Uno degli indagati risulta attualmente irreperibile ed è attivamente ricercato.
Il primo colpo: Gesualdo nel mirino
Il primo episodio contestato risale a settembre 2024, quando la banda avrebbe preso di mira lo sportello automatico della Bper a Gesualdo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe agito utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta”: un ordigno artigianale inserito nello sportello ATM per provocarne l’esplosione e accedere al denaro contante.
Un’azione rapida e violenta, che ha causato ingenti danni alla struttura bancaria.
Il secondo assalto: esplosione a Lacedonia
Il secondo colpo è stato messo a segno nel dicembre dello stesso anno a Lacedonia, ai danni di un ATM della BPM.
Anche in questo caso, la modalità operativa sarebbe stata identica: esplosivo per forzare lo sportello e fuga immediata dopo il blitz. Un copione ormai consolidato, che ha fatto scattare l’allarme tra le forze dell’ordine per la recrudescenza di episodi simili in tutta l’area.
Le indagini: telecamere, telefoni e tracciamenti
L’attività investigativa è partita proprio dall’aumento degli attacchi agli ATM tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
I carabinieri del comando provinciale di Avellino hanno avviato un’indagine articolata, basata sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza, dei flussi telefonici e telematici, sul tracciamento dei veicoli e su comparazioni antropometriche.
Un lavoro incrociato che ha permesso di identificare i cinque indagati e di collegarli ai due assalti irpini.
I sospetti: possibili altri colpi fuori regione
Gli investigatori non escludono che la banda possa essere responsabile di ulteriori attacchi simili avvenuti in Abruzzo e Molise.
Un’ipotesi su cui sono in corso ulteriori accertamenti, mentre proseguono le ricerche del quinto componente del gruppo, al momento sfuggito alla cattura.





Mi pare che l’azione dei carabinieri sia giusta ma non risolve tuto: cè bisogno di molta più prevenzionee e controlli serrati; le telecamere, i tracciamentii e i flussi telefonici aiutano ma se i responsabili scappano restano buchi. Forse altri colpi eranno in Abruzzo eMolise, e serve piu coordinamento interforze.