Era una speranza fragile, durata pochi giorni, poi svanita davanti al responso della medicina. Il cuore che si era reso disponibile per Domenico, il bambino di due anni di Nola già sottoposto a un trapianto lo scorso dicembre, non poteva essere impiantato di nuovo. Il verdetto era arrivato il 18 febbraio dall’Heart Team riunito all’Ospedale Monaldi, che aveva chiarito come l’organismo del piccolo non fosse in grado di sopportare un secondo intervento così invasivo.
Ma quel cuore non ha smesso di battere per qualcuno. A centinaia di chilometri di distanza, l’organo ha riacceso una speranza concreta per un altro bambino, compatibile e in cima alla lista d’attesa. L’intervento è stato eseguito con successo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, uno dei principali centri italiani per i trapianti pediatrici.
Una storia che intreccia dolore e vita, attese spezzate e nuove possibilità. Per la famiglia di Domenico resta l’amarezza di una porta che si è chiusa, ma anche la consapevolezza che quel cuore ha comunque compiuto la sua missione, trasformando una speranza mancata in una salvezza reale. È il paradosso più duro e più umano della medicina dei trapianti: non tutti i miracoli avvengono dove li aspettiamo, ma ogni donazione continua a generare futuro.
Napoli, McTominay resta in forte dubbio per l’Atalanta: sempre pronto Elmas a centrocampo
Schemi, analisi dell’avversario e preparazione tattica passano inevitabilmente in secondo piano: per il Napoli, ancora una volta, tutto ruota attorno all’infermeria. In vista della delicata trasferta di Bergamo contro l’Atalanta, Antonio Conte è costretto a fare la conta, tra certezze ridotte al minimo e dubbi che pesano come macigni.
Potrebbe interessarti
Incendio al Sannazaro, il Comune incontra gli sfollati: «Rientro a casa in tempi rapidi e in sicurezza»
Bagnoli e America’s Cup, aperte due indagini sui lavori: la Procura accende i riflettori
Prosciolto Pino Grazioli: era stato querelato da Angelo Napolitano
Monaldi, il piccolo Domenico in rapido peggioramento: per lui solo terapie salvavita
La prima certezza riguarda l’assenza prolungata di Rrahmani, fermato da una lesione al bicipite femorale che lo terrà fuori almeno due mesi. Al suo posto, nella difesa a tre, toccherà a Juan Jesus affiancare Buongiorno e Beukema. Proprio Buongiorno è chiamato a un salto di qualità netto: il reparto difensivo passa anche dalle sue spalle e dagli errori da archiviare, come quelli emersi contro il Genoa.
Bergamo piange il tifoso ucciso Riccardo Claris
Una lite tra tifosi dell’Atalanta e dell’Inter è sfociata in omicidio sabato sera a Bergamo. Riccardo Claris, 26 anni, tifoso atalantino conosciuto come "Claris" nella curva Nord, è stato ucciso con una coltellata alla schiena in via dei Ghirardelli, a poche centinaia di metri dallo stadio.
Ad accoltellarlo sarebbe stato Jacopo De Simone, 19enne incensurato, che ha raccontato al magistrato di aver agito per difendere il fratello gemello. Secondo le ricostruzioni, tutto sarebbe iniziato con uno sfottò in un bar di borgo Santa Caterina, degenerato in una rissa. I tifosi dell’Atalanta, in superiorità numerica, avrebbero inseguito il gruppo di interisti fino nei pressi dell’abitazione dei fratelli De Simone.
Fonte REDAZIONE





Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti