Napoli, omicidio della guardia giurata Francesco Della Corte: in semilibertà uno degli assassini

Il Tribunale per i minorenni concede al giovane, oggi 24enne, di uscire dal carcere per lavorare. Rafforzati i controlli della polizia sul luogo di impiego. Fine pena fissato al 2031.
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Il Tribunale per i minorenni di Napoli, in funzione di tribunale di sorveglianza, ha concesso il regime di semilibertà a uno dei giovani condannati per l’omicidio della guardia giurata Francesco Della Corte, aggredita brutalmente la sera del 3 marzo 2018 nei pressi della stazione della metropolitana di Piscinola mentre era in servizio.

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Il detenuto, oggi 24enne ma minorenne all’epoca dei fatti — aveva 17 anni — potrà lasciare il carcere esclusivamente per recarsi al lavoro. Nei giorni festivi, invece, dovrà rimanere in istituto penitenziario. Il giudice ha inoltre disposto frequenti controlli delle forze dell’ordine sul posto di impiego.

L’omicidio per rubargli la pistola

La vicenda risale a una delle aggressioni più violente degli ultimi anni ai danni di un lavoratore della sicurezza privata in città. Secondo quanto accertato nelle sentenze, tre giovanissimi assalirono il vigilante con l’obiettivo di impossessarsi dell’arma di ordinanza.

Durante l’azione colpirono ripetutamente alla testa la guardia giurata, provocandogli ferite gravissime. Trasportato d’urgenza in ospedale, il 51enne morì dopo dieci giorni di agonia a causa delle lesioni riportate.

Il percorso detentivo e i controlli

Il giovane, assistito dall’avvocato Nicola Pomponio, sta scontando una condanna con fine pena fissato a maggio 2031. La misura della semilibertà rappresenta un passaggio del percorso trattamentale previsto dall’ordinamento penitenziario minorile e consente l’uscita dal carcere solo per attività lavorative.

Proprio per garantire il rispetto delle prescrizioni imposte, il tribunale ha stabilito controlli periodici da parte della polizia sul luogo di lavoro, con l’obiettivo di monitorare il corretto svolgimento della misura alternativa alla detenzione.

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Commenti (1)

Ho lettto l’articolo e capisco la decisione del tribunale,però mi sembra ci sono ancora confusione: il ragazzo era minorenne all’epoca ma adesso lavora,fanno controlli ma non è chiaro come vengano fatte le verifiche; sper’amo che il percorso rieducativio dia risultati e che tutto si chiarisca per le parti coinvolte.

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