Cronaca Napoli

Addio ad Angela Luce, Napoli perde la sua grande signora del teatro e della canzone

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Giuseppe Del Gaudio
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Napoli .Si è spenta all’età di 87 anni Angela Luce, figura simbolo della cultura e dello spettacolo napoletano, artista amata e riconosciuta in tutta Italia. Con lei scompare una delle ultime grandi interpreti capaci di attraversare teatro, cinema e musica portando ovunque l’identità artistica di Napoli.

Solo pochi giorni fa, dopo l’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro, sulla sua pagina Facebook era comparso un messaggio carico di emozione: «Pensare al teatro Sannazaro distrutto è veramente doloroso. Sono vicina a Ingrid e Lara e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte». Parole che oggi assumono il valore di un ideale testamento artistico.

Nata a Napoli nel 1937, appena quattordicenne mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo musicale partecipando alla storica Piedigrotta Bideri con la canzone “Zì Carmilì”, iniziando un percorso destinato a diventare straordinario.

Dal cinema popolare ai grandi maestri del cinema d’autore

L’esordio sul grande schermo arriva nel 1956 con “Ricordati di Napoli”, diretto da Pino Mercanti. Negli anni successivi prende parte a decine di produzioni che segnano la storia del cinema italiano.

Lavora con registi di primo piano come Dino Risi, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Pupi Avati e Mario Martone, attraversando generi e stagioni cinematografiche differenti.
Tra i titoli più importanti figurano “Il vedovo”, “Signori si nasce”, “Il Decameron”, “Malizia”, “La seconda notte di nozze” e “L’amore molesto”, film che le valse il David di Donatello, oltre alla candidatura alla Palma d’oro al Festival di Cannes.

Nel corso della sua carriera ha preso parte a oltre ottanta pellicole, condividendo il set con mostri sacri del cinema italiano come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica e Totò.

La voce della canzone napoletana

Accanto alla carriera cinematografica, Angela Luce ha coltivato con successo quella musicale. Partecipò a “Un disco per l’estate” nel 1973 e nel 1975, ma soprattutto lasciò un segno profondo nella tradizione partenopea con l’interpretazione di “So’ Bammenella ’e copp’ ’e Quartiere”, brano di Raffaele Viviani inserito nello spettacolo “Napoli notte e giorno”, diretto da Giuseppe Patroni Griffi e presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Grazie a quella interpretazione è l’unica artista presente nell’Archivio storico della canzone napoletana con la doppia esecuzione dello stesso brano.

Nel 1975 conquistò il secondo posto al Festival di Sanremo con “Ipocrisia”, firmata da Pino Giordano ed Eduardo Alfieri. Tra gli altri riconoscimenti figurano la Maschera d’argento per “L’ultima tarantella” e il secondo premio al Festival di Napoli del 1970 con “‘O divorzio”.
Cantò inoltre “La leggenda del lupino” in mondovisione dalla basilica di Santa Chiara e fu anche autrice di testi musicali, tra cui “Voglia”, premiata dall’UNICEF nel 1984.

L’incontro con Eduardo e il successo nei teatri del mondo

Il teatro resta però il cuore della sua carriera. Ancora giovanissima fu scritturata da Eduardo De Filippo, interpretando alcuni dei ruoli più significativi del repertorio eduardiano fino a diventare sua partner nella registrazione televisiva della commedia “Il contratto”.
Recitò con compagnie storiche della scena napoletana, lavorando anche con Peppino De Filippo e Nino Taranto, portando il teatro italiano nei principali festival internazionali, da Wiesbaden a Parigi, da Londra a Buenos Aires fino a New York.
Importante anche la presenza nella prosa radiofonica e televisiva Rai, tra sceneggiati e produzioni teatrali, tra cui “Il cappello del prete”, diretto da Sandro Bolchi, e l’operetta “Al cavallino bianco”, accanto a interpreti come Paolo Poli.

L’impegno culturale e il legame con Napoli

Negli ultimi anni aveva continuato a sostenere la scena culturale cittadina partecipando a iniziative benefiche e spettacoli gratuiti, tra cui la manifestazione “Serenata alla Madonna”, organizzata annualmente da Benedetto Casillo in occasione della Piedigrotta.
Fu anche modella per il pittore Aligi Sassu, oltre a tenere lezioni universitarie a Napoli e Bologna dedicate all’opera di Viviani.

Con la sua scomparsa Napoli perde non soltanto un’artista, ma una voce autentica della sua memoria culturale, capace di attraversare generazioni diverse senza mai tradire le proprie radici.

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