Napoli – La famiglia del piccolo Domenico Caliendo, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, chiede che al termine delle indagini venga contestato il reato di omicidio volontario.
«Dall’esame della cartella clinica ci sono tutti i presupposti per configurare il dolo eventuale», ha dichiarato il legale, escludendo quindi la fattispecie di omicidio colposo.
L’ipotesi di dolo eventuale
Secondo il difensore, la documentazione medica indicherebbe una condotta consapevole del rischio connesso all’utilizzo dell’organo. «È plausibilissimo il configurarsi del dolo eventuale, che comporta l’omicidio volontario e non l’omicidio colposo», ha ribadito Petruzzi intervenendo alla trasmissione televisiva 4 di Sera Weekend su Retequattro, insieme alla madre del bambino.
Le indagini della Procura
Sarà ora la Procura di Napoli a stabilire se sussistano gli estremi penali ipotizzati dalla difesa o se la morte del piccolo Domenico debba essere ricondotta a profili di colpa medica. Al centro degli accertamenti, le condizioni dell’organo trapiantato, le procedure di valutazione e le decisioni cliniche che hanno preceduto l’intervento.
Fonte REDAZIONE





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