Castellammare, la vedova di Sergio Aiello: «Morire soli aspettando il 118 non può restare impunito»

Castellammare – Era il 23 febbraio 2023 quando Sergio Aiello, 51 anni, moriva nel silenzio della sua abitazione dopo una vana richiesta di aiuto. A due anni di distanza, la ferita è ancora aperta e la battaglia per la giustizia si riaccende.

Rossella Aiello, vedova dell’uomo, ha rivolto un accorato appello al deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra) affinché i riflettori sulla vicenda non si spengano, proprio mentre la Procura di Torre Annunziata si avvia verso la richiesta di archiviazione.

Una porta aperta e il silenzio dei soccorsi

La ricostruzione di quella notte è drammatica. Sergio, debilitato da giorni di febbre alta, avverte un malore e chiama il 118. Con estrema lucidità, comunica all’operatore che lascerà la porta di casa aperta: un gesto precauzionale per permettere ai sanitari di entrare qualora avesse perso i sensi.

Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle perizie di parte, quella telefonata si sarebbe trasformata in un interrogatorio estenuante, con domande che avrebbero sottratto minuti vitali. Ma il sospetto più atroce arriva dalle testimonianze dei vicini: nessuna ambulanza sarebbe mai stata avvistata nei pressi dello stabile e nessun medico avrebbe mai raggiunto quel quarto piano. Sergio è stato trovato senza vita solo il mattino seguente dalla sorella, proprio dietro quella porta lasciata fiduciosamente aperta.

Le intercettazioni della discordia

“Il Tribunale ha chiesto l’archiviazione, ma noi ci siamo opposti con una perizia tecnica dettagliata”, spiega Rossella Aiello. Ad alimentare la rabbia della famiglia sono anche alcune intercettazioni raccolte durante l’inchiesta. Dialoghi che descriverebbero un clima inquietante all’interno della centrale operativa: risate sulle condizioni dell’uomo, seguite da una tardiva preoccupazione per le possibili conseguenze legali e deontologiche di una condotta negligente.

La battaglia politica: “Luce sulle mele marce”

Al fianco di Rossella si schiera il deputato Francesco Emilio Borrelli, da sempre impegnato sul fronte del diritto alla salute. “Stimo profondamente il lavoro dei medici, ma se ci sono delle ‘mele marce’ che hanno dato luogo a un caso di malasanità, la verità deve emergere”, ha dichiarato Borrelli.

Il parlamentare punta il dito contro la condotta del personale coinvolto: “Le intercettazioni sono inquietanti. Prima l’ironia sulla sofferenza, poi il timore di finire sotto inchiesta. Seguirò questa vicenda fino alla fine: Sergio Aiello e la sua famiglia meritano risposte chiare, non un’archiviazione che sa di oblio”.

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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