

Il pentito Luigi Rignante e gli arrestati della 33 di Scampia
La “33” di Scampia, il cuore dello spaccio sotto il marchio Amato-Pagano. Per anni è stata una macchina perfetta, un ingranaggio che non si fermava mai. Migliaia di dosi vendute ogni giorno, un flusso continuo di crack, cocaina e kobrett che dalla “33” di Scampia arrivava in altri quartieri di Napoli e persino fuori provincia.
A governare quella piazza di spaccio, secondo le indagini della Squadra Mobile e i racconti dei collaboratori di giustizia, erano Massimiliano Cafasso, 54 anni, detto “Maglietella”, e Salvatore Mele, 50 anni, alias “Saviuccio”.
Per gli inquirenti erano loro i veri registi: promotori, organizzatori e finanziatori di una piazza che operava sotto il controllo diretto del clan Amato-Pagano, uno dei cartelli storici della camorra scissionista.
L’ordinanza cautelare firmata dal gip Lucia De Micco, su richiesta dei pm Lucio Giugliano e Mariangela Magariello della Dda di Napoli, ha colpito complessivamente 28 persone: 25 finite in carcere e tre agli arresti domiciliari.
Ma nell’elenco non compare proprio il nome più pesante, quello indicato come capo storico della piazza: Massimiliano Cafasso. Il motivo è tutto giuridico. Il gip ha infatti ritenuto che nei suoi confronti non vi fosse, allo stato, una “insussistenza di gravità indiziaria”, anche perché Cafasso è detenuto da anni per altri procedimenti. Una valutazione che non cancella, però, il suo ruolo centrale nella ricostruzione investigativa.
A fare luce sul funzionamento della piazza è soprattutto Luigi Rignante, collaboratore di giustizia, che nelle sue dichiarazioni parla senza esitazioni del “periodo d’oro” della Trentatré.
«Il padrone assoluto della piazza era Massimiliano Cafasso – racconta – ma il momento di massimo splendore fu quello della gestione di Paolo Gervasio e Salvatore Mele. Lì si creò un impero da milioni di euro».
Secondo il pentito, quella gestione fece guadagnare ai due una fiducia totale da parte degli scissionisti: «Gli Amato-Pagano li promossero a gestori di tutto lo smercio di cocaina a Scampia. I carichi arrivavano a loro, e loro li smistavano in tutta la città e in tutta la Campania».
Il racconto di Rignante chiarisce anche un dettaglio fondamentale: non tutta la droga venduta nella 33 era gestita dallo stesso gruppo.
«La piazza della Trentatré vende crack, eroina, erba, hashish… ma quella di kobrett e cocaina è un’altra cosa», spiega il collaboratore. «È una piazza separata, gestita dal clan Amato-Pagano».
In origine – racconta – quella piazza apparteneva a Cafasso, poi passata allo zio Paolo Gervasio, il “Pablo Escobar di Scampia”, morto nel 2012, e a Salvatore Mele, suo nipote e cugino di Cafasso. Successivamente la gestione transitò al figlio di Gervasio, Giuseppe, fino alla chiusura e alla successiva riattivazione ordinata dal carcere proprio da Mele.
Cafasso, ricorda il pentito, è un uomo della prima ora: «Ha militato con i vecchi boss ed è stato uno dei promotori della faida del 2004 contro Cosimo Di Lauro».
Arrestato nel novembre di quell’anno insieme a molti capi storici, Cafasso visse solo in parte la guerra di Scampia. Dopo il suo arresto, però, la piazza non si fermò:
«Passò a Paolo Gervasio e a Salvatore Mele. Durante la faida acquistarono talmente tanta fiducia che gli Amato-Pagano gli affidarono tutta la cocaina di Scampia».
Dopo una fase di crisi e arresti, la piazza della 33 venne chiusa. Ma non per sempre.
«In carcere parlai con Mele – racconta Rignante – e mi disse chiaramente che voleva riaprirla».
L’ordine partì dalla cella: contatti, autorizzazioni, incontri con gli Abbinante. «Portammo l’imbasciata, e la piazza fu riaperta», dice il collaboratore. Una gestione fragile, segnata da contrasti interni, fino al ritorno definitivo di Mele come referente assoluto.
Il quadro finale è netto: «Oggi la piazza è tornata sotto la gestione di Salvatore Mele – afferma Rignante – che ha preso il posto di “Frizione” ed è il referente assoluto degli Amato-Pagano su Scampia».
Un ruolo di cerniera, di comando e di garanzia. «Se avevamo un problema e dovevamo parlare con gli Amato-Pagano, dovevamo passare da lui».
(nella foto a partire da sinistra in alto il pentito Luigi Rignante, Mario Abbatiello,Gabriele Vallefuoco, Cristian Celentano, Giovanni Castiello, Cesare Di Domenico e aura De Salvo. In bass da sinistra invece: Salvatore Bifolchetto, Vincenzo Castelnuovo, Michael Rossi, Luciano Carbone, Gennaro Ottaianao e Antonietta Mascaro)
ABBATIELLO Antonio, nato a Napoli il 1° gennaio 1967. CARCERE
ABBATIELLO Mario, nato a Napoli il 4 settembre 1971 CARCERE
BIFOLCHETTO Salvatore, nato a Napoli il 20 luglio 1987 CARCERE
CACCIAPUOTI Giuseppe, nato a Giugliano in Campania il 21 maggio 1968 CARCERE
CAFASSO Massimiliano, nato a Napoli il 22 marzo 1972. INDAGATO
CALVINO Gennaro, nato a Napoli il 16 gennaio 1979 CARCERE
CAPANO Pasquale, nato a Napoli il 5 luglio 1975 CARCERE
CARBONE Luciano, nato a Napoli il 2 dicembre 1996 CARCERE
CARTIGIANO Fabio, nato a Napoli il 4 agosto 1981 CARCERE
CASTELNUOVO Vincenzo, nato a Napoli il 25 agosto 1989 CARCERE
CASTIELLO Giovanni, nato a Villaricca il 27 settembre 1991 CARCERE
CELENTANO Cristian, nato a Napoli il 30 novembre 1994 CARCERE
CIOTOLA Salvatore, nato a Napoli il 10 giugno 1987 CARCERE
CONTE Giovanni, nato a Napoli il 30 ottobre 1974 CARCERE
COPPOLA Giuseppe, nato a Casoria il 30 agosto 1958 CARCERE
D’AMBROSIO Alessio Francesco, nato a Napoli il 24 luglio 1998 CARCERE
DE MATTEO Antonio, nato a Napoli il 28 settembre 1991 CARCERE
DE SALVO Laura, nata a Napoli il 14 agosto 1983 CARCERE
DI DOMENICO Cesare, nato a Napoli il 9 ottobre 1989 CARCERE
GAGLIONE Gennaro, nato a Napoli il 30 maggio 1981 CARCERE
LUONGO Pasquale, nato a Napoli il 12 luglio 1972 CARCERE
MASCARO Nicoletta, nata a Napoli il 17 febbraio 1968 ARRESTI DOMICILIARI
MELE Salvatore, nato a Napoli il 6 maggio 1976 CARCERE
MONTEFUSCO Salvatore, nato a Napoli il 26 settembre 1979 CARCERE
MUSTO Antonio, nato a Napoli il 27 aprile 1968 CARCERE
MUSTO Gennaro, nato a Napoli il 24 novembre 1990. INDAGATO
OTTAIANO Gennaro, San Giorgio a Cremano 1 gennaio 1963
ROSSI Michael, nato a Napoli il 29 aprile 2003 ARRESTI DOMICILIARI
RUSSO Giovanni, nato a Napoli il 20 dicembre 2004 ARRESTI DOMICILIARI
TSEVTZOV Dimitro, nato in Ucraina il 9 settembre 1986. CARCERE
VALLEFUOCO Gabriele, nato a Mugnano di Napoli il 27 luglio 1978 CARCERE
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