

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Roma – Un dolore che si unisce alla frustrazione. Romelu e Jordan Lukaku non potranno seppellire il loro padre Roger in Belgio, come avevano pianificato, e puntano il dito contro alcuni parenti in Congo.
In un comunicato congiunto pubblicato su Instagram, i due fratelli raccontano la difficile vicenda: “Avevamo organizzato il funerale per venerdì, ma a causa di alcune decisioni prese a Kinshasa, la cerimonia si terrà lì. Nostro padre è morto il 28 settembre e, come fratelli, abbiamo fatto di tutto per riportare il suo corpo in Europa, ma abbiamo avuto la sensazione di essere vittime di un’estorsione da parte di alcuni membri della famiglia… Se nostro padre fosse qui oggi, non lo accetterebbe mai. Ci spezza l’anima non poter dare a nostro padre un degno riposo”.
Roger Lukaku, originario del Congo, ha trascorso gran parte della sua carriera calcistica in Belgio, ritirandosi nel 1999, e il desiderio dei figli era di riportarlo nel paese che ha visto crescere la sua famiglia e la sua carriera. Tuttavia, i vincoli familiari e le decisioni prese a distanza hanno costretto i Lukaku a dover accettare che il funerale si svolga nella terra natale del padre.
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