La 70esima edizione del Premio Napoli ha celebrato i vincitori al teatro Mercadante, con la partecipazione dei protagonisti del panorama letterario italiano.
La manifestazione, che si svolge nella storica sede di Palazzo Reale, si evolve introducendo nuove categorie dedicate ai graphic novel, ai fumetti e ai testi musicali, oltre a consolidare la sezione poesia
Maurizio De Giovanni, presidente della fondazione, ha annunciato l’intenzione di avvicinare le giovani generazioni alla lettura, un obiettivo che la manifestazione vuole perseguire con forza. Il coinvolgimento dei giovani viene considerato fondamentale, soprattutto in un contesto sociale preoccupante, caratterizzato da episodi di violenza tra i minori.
“Non ho mai visto un ragazzo con un libro che si arma”, ha affermato De Giovanni, sottolineando l’importanza della cultura come antidoto alla violenza e all’ignoranza.
La serata ha visto la premiazione di Antonio Franchini con “Il fuoco che ti porti dentro” e Sergio Luzzatto con “Dolore e furore”, per la categoria ‘Narrativa/saggistica’. Nella sezione ‘Poesia e testi musicali’, i premi sono andati a Tommaso Ottonieri per “Cinema di sortilegi” e Ida Travi con “I Tolki”. La nuova categoria ‘Graphic novel e fumetti’ ha visto il riconoscimento di Deena Mohamed con “Shubbek Lubbek. Ogni tuo desiderio”.
Maurizio De Giovanni non la prende bene. L’autore de Il Commissario Ricciardi, cuore e voce di Napoli, commenta con amarezza la scelta di Luciano Spalletti di ripartire dalla Juventus dopo l’esperienza con la Nazionale. “Mi rammarica – dice –. Come tifoso identitario di una squadra rappresentativa di una sola città, prendo atto con dispiacere che Spalletti vada ad allenare un’avversaria storica come la Juve. Prendo atto che questo calcio non mi assomiglia più”.
Un rammarico che nasce da un sentimento profondo di appartenenza, quello che per De Giovanni lega i tifosi al simbolo, più che ai risultati. “Noi dinosauri del calcio – aggiunge – siamo cresciuti all’epoca delle figurine, quando Rivera, Juliano, Losi o Mazzola facevano tutta la carriera in una sola squadra. Era un calcio di identità, di passione, non un’industria globale dove tutto ruota intorno ai miliardi”.
ROMA – Parole, note, emozioni. Si intitola Ammore lo spettacolo che venerdì 5 luglio vedrà protagonisti Maurizio De Giovanni e Joe Barbieri nell’ambito della rassegna I Concerti nel Parco, ospitata negli spazi suggestivi della Casa del Jazz. Un dialogo intimo e potente tra letteratura e musica, tra storia e sentimento, che mette al centro la grande canzone d’amore napoletana, portando sul palco una narrazione viva della tradizione.
L’autore dei fortunati romanzi del commissario Ricciardi e de I Bastardi di Pizzofalcone, volto della Napoli letteraria più profonda e malinconica, incrocia la sua sensibilità con quella di Barbieri, cantautore raffinato e cosmopolita, capace di fondere jazz, world music e poesia in una scrittura musicale sempre in bilico tra radici e orizzonti lontani. Insieme, accompagnati da Oscar Montalbano alla chitarra manouche e Nico Di Battista alla DB guitar, comporranno un affresco sonoro e narrativo che attraversa i classici della canzone partenopea, restituendoli con rispetto e freschezza.
La sirena Partenope, Medea, Giasone. E poi: Ulisse, Antigone, Creonte e tanti altri ancora. Personaggi del mito che non hanno mai smesso di affascinare lettori e spettatori. Icone autentiche di "classicità": saranno loro le protagoniste assolute della speciale "notte" del liceo classico dell'Istituto Salesiano "Sacro Cuore" di Napoli-Vomero. Anche quest'anno, infatti, il plesso di via…
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