Paolo Sorrentino al Salone del Libro: “Io non sono tifoso del Napoli ma di Maradona”

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Paolo Sorrentino ha svelato alcuni dei suoi sogni e segreti al Salone del Libro di Torino, intervistato da Francesco Piccolo. Il regista, di solito parco di parole, si è aperto per un’ora al pubblico, raccontando il suo cinema, le sue passioni e le sue ispirazioni.

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“Film in testa ne ho, ma ho sempre le stesse idee vecchie che riciclo continuamente. Ora però ho un’idea così nuova che sono rimasto sorpreso da me stesso”, ha confessato Sorrentino, senza però svelare di più sul nuovo progetto. Del suo ultimo film, “Partenope”, in uscita a Cannes, ha preferito mantenere il riserbo.

Sulle sue preferenze letterarie, Sorrentino ha espresso il desiderio di portare sul grande schermo “Lessico familiare” di Natalia Ginzburg. “Vorrei fare un personaggio come il padre di Natalia, il più divertente e sagace, sarebbe perfetto”, ha dichiarato.

“Il successo mi aiuta, ma di più la frustrazione, l’insuccesso. Funziona meglio”, ha rivelato Sorrentino. L’ultima domanda è stata sul calcio e il Napoli. “Io non sono tifoso del Napoli, ma di Maradona”, ha concluso. “Sono più appassionato di calcio che tifoso, mi piace la serie B, il calcio femminile. Mi piace la figura dell’allenatore che è analoga a quella del regista”.

James Bond: un sogno nel cassetto

Tra i suoi sogni nel cassetto, un progetto ambizioso: “Vorrei fare James Bond”, ha confessato il regista, strappando un sorriso al pubblico.

Sorrentino ha parlato anche del suo rapporto con il cinema. “Non mi piace il cinema, faccio tutto velocemente perché dopo un po’ mi annoio”, ha ironizzato. “Mi piacciono i primi cinque giorni in cui scrivo, i primi cinque di riprese, i primi dieci di montaggio. Poi diventa tutto pesante. La cosa che mi piace di più è scrivere. Sul set mi piace quando succede qualcosa di imprevedibile”.

Film preferiti e maestri del cinema

Tra i suoi film preferiti, Sorrentino ha citato “Nuovo cinema paradiso” di Giuseppe Tornatore e “Libera” di Roberto Rossellini. “Quello che avrei voluto fare?”, ha riflettuto, “C’era una volta in America” di Sergio Leone.

Per quanto riguarda gli attori, Sorrentino li sceglie “per stanchezza. A un certo punto dico ‘vabbè prendo questo'”, ha spiegato. “La mia cast director riesce a influenzarmi tantissimo, ho preso molti attori che mi ha proposto lei”.

Il suo modo di fare film è cambiato dopo la serie tv “The Young Pope”. “Ho usato tutti i trucchi che conoscevo, poi mi sono stufato”, ha ammesso. “Non riesco più a fare film con i trucchi, solo film che possono sprigionare emozioni, non voglio nascondermi dietro al velo del mestiere”.

 

 


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