

“Ho visto muri spessi un metro e ottanta letteralmente sfondati come fossero di cartongesso. L’esplosione deve essere stata tremenda”, racconta il Comandante dei Sommozzatori della Guardia di Finanza di Rimini, Giovanni Cirmi, a Repubblica, dopo la tragedia alla centrale idroelettrica di Enel Green Power a Suviana.
“L’immagine di quelle grandi pareti abbattute dai pezzi di turbina scagliati via in ogni direzione con una violenza inaudita non sarà facile da dimenticare”, ammette Cirmi. Ieri “abbiamo potuto ispezionare solo il livello a meno 8, circa 40 metri di profondità.
Gli altri due piani inferiori erano già completamente allagati e l’acqua stava iniziando a salire. Siamo andati avanti finché è stato possibile, ma a quel punto siamo stati costretti a risalire, era troppo pericoloso continuare. Non c’erano le minime condizioni di sicurezza per proseguire le operazioni”.
Purtroppo, “le condizioni oggettive ci dicono che le possibilità sono poche, ma finché c’è anche una sola speranza, noi come sempre faremo tutto il possibile”.
Le ricerche dei dispersi continuano senza sosta, ma le speranze di ritrovarli vivi si assottigliano con il passare delle ore. I sommozzatori Gdf, insieme alle altre squadre di soccorso, stanno lavorando instancabilmente per fare luce su questa tragedia e per dare un ultimo saluto ai lavoratori che hanno perso la vita.
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