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All’asta il Picasso dei record: stima di 120 mln di dollari

E’ stato già ribattezzato il Picasso dei record: “Femme à la montre”, olio su tela del 1932 del grande artista spagnolo, sarà all’asta da Sotheby’s giovedì 9 novembre a New York con una stima di partenza 120 milioni di dollari, che rappresenta un vero e proprio primato mondiale. Il capolavoro di Pablo Picasso, che raffigura una delle sue amanti e muse, la pittrice francese Marie-Thérèse Walter, fa parte della collezione di arte moderna e contemporanea di Emily Fisher Landau, scomparsa lo scorso marzo all’età di 102 anni, considerata tra le più importanti raccolte private del mondo, stimata complessivamente in oltre 400 milioni di dollari.

Nell’asta dell’8 e 9 novembre a New York Sotheby’s proporrà 120 opere della raccolta Fisher Landau, tra le quali dipinti di Jasper Johns, Willem de Kooning, Robert Rauschenberg, Mark Rothko, Ed Ruscha e Andy Warhol. Emily Fisher Landau acquistò il dipinto di Picasso nel 1968, proprio all’inizio del suo percorso collezionistico. Questo importante acquisto era una mossa coraggiosa per una nuova collezionista, ma lei lo comprò subito e rimase la chiave di volta della sua collezione per più di cinque decenni, appeso sopra il caminetto della sua casa di New York.

L’importanza del dipinto per Emily Fisher Landau è più che pari al suo significato all’interno dell’opera di Picasso: raffigurante Marie-Thérèse Walter, la “musa d’oro” dell’artista e soggetto di molti dei suoi ritratti più riusciti, risale al 1932, un anno di tale importanza che gli è stata dedicata un’intera mostra museale alla Tate Modern di Londra nel 2018. Tra i tanti grandi dipinti che Picasso realizzò nel 1932, però, spicca questo in particolare.

Tra i numerosi dipinti realizzati da Picasso nel corso della sua lunga e variegata carriera, solo tre, tra cui questo che andrà all’asta a novembre, sono noti per la presenza di un orologio, eppure gli orologi erano per lui oggetti di immenso significato. Aveva una profonda passione per i segnatempo d’eccezione e infatti possedeva tre dei più grandi orologi esistenti. Ritrarre la sua giovane amante mentre indossa uno dei suoi preziosi orologi significa quindi conferirle il più grande degli onori – un gesto che non sfugge a Marie-Thérèse, che aveva “una venerazione quasi superstiziosa” per l’orologio.

Allo stesso tempo, la presenza dell’orologio rimanda alla tradizione secolare della pittura Vanitas, con i suoi riferimenti alla caducità dell’amore e della vita. Nessun altro Picasso del 1932 di importanza lontanamente simile è apparso sul mercato delle aste dal 2010, quando “Nude, Green Leaves and Bust”, proveniente dalla proprietà della signora Sidney F. Brody, ha stabilito un nuovo prezzo record per qualsiasi opera d’arte mai venduta all’asta.

Nel corso dell’ultimo secolo un numero ristretto di persone ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare la storia dell’arte del XX secolo. Emily Fisher Landau è stata un membro chiave di questo gruppo: il suo profondo e lungo coinvolgimento con le istituzioni più importanti, in particolare con il Whitney Museum of American Art di New York, di cui è stata membro effettivo del consiglio di amministrazione per trent’anni; il suo profondo impegno con l’arte e gli artisti del suo tempo e il suo istinto infallibile di collezionista ai massimi livelli, si sono combinati in una delle più grandi collezioniste e mecenati degli anni ’60, ’70 e ’80.

Sebbene il suo interesse per l’arte sia nato fin dall’infanzia, la sua passione per il collezionismo è iniziata alla fine degli anni Sessanta con l’acquisto di un sorprendente mobile di Alexander Calder e con l’incontro casuale con un manifesto che pubblicizzava un’imminente mostra di Josef Albers. Immediatamente colpita dalla potenza di questa immagine minimale, visitò la mostra e presto seguirono tre importanti acquisizioni. Poco dopo, un evento inaspettato diede un rapido impulso alla sua nascente passione per il collezionismo.

Il furto in casa dei suoi numerosi e magnifici gioielli le procurò un sostanzioso risarcimento assicurativo che lei decise di utilizzare per finanziare le sue avventure nell’arte. Il dado era tratto. Da questo momento in poi Emily Fisher Landau iniziò a collezionare in maniera sempre più assidua, mettendo insieme un importante gruppo di opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Piet Mondrian, Jean Arp, Mark Rothko, Franz Kline, Paul Klee e Louise Nevelson, tra gli altri. A queste opere si aggiunsero, negli anni successivi, quelle di artisti che la signora Fisher Landau conobbe e patrocinò direttamente, molti dei quali collezionati in modo approfondito.

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Pubblicato da
Gustavo Gentile

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