Gabriele Gravina, presidente della Figc, ha rilasciato delle dichiarazioni a margine di un evento a Coverciano, rispondendo anche chi gli ha chiesto quale possano essere eventuali sanzioni o decisioni della UEFA nei confronti della Juventus, sotto inchiesta per diversi filoni di indagine.
“Io faccio il vicepresidente della UEFA come sono presidente della Figc – ha detto Gravina -. Credo molto nell’autonomia della giustizia. Non conosco assolutamente nulla, non spetta a me, è un tema che non mi affascina, mi affascina l’idea che finalmente in Italia abbiamo acquisito un momento di serenità per non andare a intaccare non solo il campionato scorso ma soprattutto i prossimi campionati”.
“Abbiamo chiuso, adesso rimbocchiamoci le maniche, stabiliamo delle regole ferree per tutti e andiamo avanti”, ha concluso il presidente della Figc da Firenze. La Juventus rischia di non partecipare alle prossime coppe europee, in particolare alla Conference League per la quale è qualificata in virtù della penalizzazione di 10 punti subita.
Il caso Allegri-Oriali continua a far rumore e arriva una presa di posizione durissima da parte del presidente della Figc, Gabriele Gravina. Al termine del Consiglio Federale, il numero uno del calcio italiano interviene senza giri di parole sulla lite avvenuta nella semifinale di Supercoppa italiana a Riad tra il tecnico del Milan e il team manager del Napoli.
“Allegri-Oriali? Parliamo di una figuraccia”, dice Gravina. “Qui dobbiamo tenere distinte le sanzioni previste dal regolamento sportivo rilevate dall’arbitro da quelle che sono le norme comportamentali. Questo è un fatto culturale”. Il presidente federale allarga subito il discorso, puntando il dito contro un clima che definisce ormai degenerato. “Dobbiamo riacquistare il senso dell’educazione. Offendere sta diventando quasi normale, i movimenti delle panchine sono inguardabili e si è convinti che più si urla più si possano condizionare le decisioni di campo”.
Gabriele Gravina mette ordine, fissa limiti e rilancia priorità. Nella seduta del Consiglio Figc, aperta dal benvenuto ai nuovi consiglieri Giorgio Chiellini e Antonio Gozzi, il presidente federale chiarisce subito che il rinvio della giornata di Serie A a ridosso dei playoff Mondiali “non è una strada percorribile”. La Nazionale dovrà prepararsi diversamente, e l’unica finestra utile, a suo dire, resta quella di febbraio: “C’è la speranza di poter organizzare uno stage a metà mese e mi sembra di cogliere una predisposizione positiva da parte della Lega di A”.
L’incontro del Consiglio ha anche approvato all’unanimità il nuovo Manuale delle Licenze nazionali, che fissa al 22 giugno 2026 il termine perentorio per l’iscrizione ai campionati e introduce una revisione dell’indicatore del Costo del Lavoro Allargato, destinato a scendere da 0,8 a 0,7 dal mercato estivo 2026. Un passo pensato per favorire sostenibilità economica e investimenti sui giovani, con la scelta di escludere dal calcolo i costi dei calciatori Under 23. Gravina insiste sul valore dei vivai: “Rappresentano asset fondamentali e invece vengono considerati solo un costo. È un errore strategico: serve un cambiamento radicale nella cultura degli investimenti”.
Flavio Briatore non perde il suo gusto per la provocazione, nemmeno quando si parla di calcio. Da tifoso juventino, l’imprenditore piemontese ha commentato con ironia il possibile approdo di Luciano Spalletti alla Juventus, lanciando una battuta che ha subito infiammato i social: “Spalletti a me non piace, perché ne ho il ricordo della Nazionale. Col Napoli però ha vinto lo scudetto e si è fatto il tatuaggio. Adesso si tatui la Juve sull’altro braccio”.
L’ex manager di Formula 1 ha parlato a Torino, durante la presentazione del nuovo ristorante Crazy Pizza, il brand del gruppo Majestas – da lui fondato insieme a Francesco Costa – che conta già 23 locali in 14 Paesi. Tra una fetta di pizza e una domanda sul futuro della Juventus, Briatore ha voluto anche dire la sua sulla gestione societaria: “La dirigenza ha gestito male la squadra, spendendo un sacco di soldi”.
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