Da principianti a professionisti del poker con il Risk Management

Sin dalla sua prima apparizione, si è compreso che il poker era un gioco che sarebbe entrato nella storia. Regole facili da apprendere e mettere in pratica, un numero straordinario di varianti tra cui scegliere e la possibilità di aggiudicarsi montepremi da sogno sono solo alcune delle caratteristiche che hanno fatto sì che, oggi, circa 100 milioni di persone vi si cimentino ogni anno solo in modalità online.

Che preferiscano concedersi qualche partita sul web oppure nei casinò tradizionali, molti giocatori, col tempo, ambiscono a trasformare la loro passione in una vera e propria professione. Per farlo, però, è necessario mettere in pratica strategie specifiche che si perfezionano non solo con l’esperienza ma anche con una buona preparazione teorica.

In questo articolo, ci si concentrerà proprio su una di queste, il cosiddetto Risk Management. Dopo averne chiarito l’origine e il significato, si procederà con una presentazione degli innegabili vantaggi risultanti dalla sua applicazione al mondo del poker.

I momenti chiave nella storia del poker

poker risk management

 

Gli esperti non hanno ancora trovato un accordo circa il momento e il luogo di nascita esatti del primo antenato conosciuto del poker. Secondo alcuni, infatti, questo popolare gioco di carte avrebbe avuto origine da un tipo di domino conosciuto presso la corte dell’imperatore cinese Mu-Tsung nel secolo X d.C.; secondo altri, invece, deriverebbe dall’As-nas persiano del secolo XVII d.C. 

A questa fase antica ne è seguita una moderna. Quest’ultima ha iniziato a prendere forma nei primi decenni del secolo XIX, quando i coloni francesi lo esportarono a New Orleans e i battelli a vapore che popolavano le acque del Mississippi vennero adibiti a casinò galleggianti, così da contribuire alla sua diffusione su tutto il territorio statunitense. 

Il poker iniziò a godere veramente della popolarità attuale a partire dal 1970. Quell’anno ebbero inizio le World Series of Poker di Las Vegas, mentre nel 1971 il Texas Hold’em venne scelto come protagonista del loro famoso Main Event. 

Infine, il 1998 è l’anno in cui fu per la prima volta possibile concedersi una partita legale online all’insegna della totale sicurezza. È grazie a questo primo passo se oggi non ci si deve nemmeno muovere di casa per mettersi alla prova in un gran numero di varianti e prendere parte a entusiasmanti giocate come il “Mystery Bounty”, che prevede l’assegnazione di una taglia sulla testa dei partecipanti. Questa variante del gioco è stata sviluppata dal sito leader nel mercato italiano, affermatosi come una delle prime card room online a livello mondiale. Attraverso la loro instancabile voglia di offire sempre nuove proposte, è ora possibile accedere a numerose varianti del gioco classico, in modalità singola o attraverso tornei nazionali ed internazionali, rendendo la loro versione tra le migliori opzioni di poker in Italia.

Risk Management: una definizione generale

Con questa espressione – meglio conosciuta in italiano come “gestione del rischio” – si indica tradizionalmente l’insieme dei processi utilizzati dalle aziende per migliorare il loro approccio a problemi potenziali che potrebbero sorgere. In particolare, questi ultimi devono essere identificati, analizzati e quantificati per poter essere eliminati o previsti, così da massimizzare i guadagni.

In realtà, pensandoci bene il Risk Management non viene solo messo in atto in ambito imprenditoriale ma anche in qualunque altra circostanza della vita quotidiana. A questo proposito, basti per esempio citare il processo di valutazione dei pro e i contro che potrebbero presentarsi con l’acquisto di una nuova automobile, la nascita di un figlio o accettando una specifica opportunità lavorativa. 

Risk Management: i punti in comune tra mondo aziendale e poker

Apprendimento delle regole del gioco

Come in finanza, anche nel poker la fase di identificazione dei rischi avviene ancora prima di entrare nel vivo dell’azione. Così come una compagnia non si sognerebbe di investire in borsa senza averne prima compreso il funzionamento, una pokerista non si siederebbe al tavolo verde senza aver prima imparato alla perfezione le regole del gioco. 

Il primo passo, dunque, consiste nel familiarizzarsi con aspetti come la gerarchia delle mani, le fasi della partita e la differenza tra le numerose varianti esistenti. Dopo averlo fatto, si potrà finalmente iniziare a mettersi alla prova in alcuni dei tornei più noti a livello internazionale.

Bankroll Management

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Anch’essa da intraprendere prima ancora di sedersi al tavolo verde, questa azione non può essere trascurata da nessuno che ambisca veramente a farsi strada nel mondo del poker. Semplificando, con il termine inglese bankroll si intende la quantità massima di denaro che si intende destinare al poker. 

Definirla in anticipo ha una doppia funzione. Da un lato, garantisce che, una volta esaurite le fiche a propria disposizione, ci si ritiri dal gioco così da non intaccare i propri risparmi; dall’altro, comporta anche che, abbassando i limiti di puntata, si riesca a prendere parte a più mani e, così, ad accumulare l’esperienza necessaria per migliorarsi sempre più.

Programmazione a lungo termine

Occorre sempre tenere a mente la finalità principale del gioco, ossia migliorarsi giorno dopo giorno senza mai trascurare il divertimento. Per ottenere questo risultato, si deve sempre prediligere una visione a lungo termine rispetto a una a breve termine. 

Questo significa che, soprattutto all’inizio, ci si dovrà iscrivere a tornei poco rinomati ai quali prendono parte giocatori meno esperti e, per questo, più propensi a commettere errori. Inoltre, in questa fase si farebbe sempre meglio a occupare una posizione al tavolo avanzata, la quale consente di visionare le mosse degli avversari prima di decidere come proseguire la mano.

Analisi del contesto

Dopo queste considerazioni, occorre però sottolineare che è solo quando il mazziere distribuisce le carte che la partita entra davvero nel vivo. A quel punto, si deve iniziare a prestare attenzione non solo alle proprie mosse, ma anche al linguaggio del corpo degli avversari. 

Con questo atteggiamento, dopo qualche mano ci si sarà fatti un’idea chiara circa il loro stile di gioco, la frequenza con cui bluffano, oltre che gli schemi ripetuti con cui foldano, fanno check e chiamano. Basandosi su questi aspetti, si potrà valutare la probabilità che certi rischi si presentino, così da adottare una strategia di gioco adeguata.

Gestione delle emozioni

Il poker è molto più che un semplice gioco d’azzardo, in quanto sebbene la fortuna non debba mai mancare e possa fare miracoli nel breve termine, non può assicurare una carriera duratura. Detto in altre parole – così come succede anche a livello aziendale – non si può mai puntare il denaro di cui si dispone basandosi esclusivamente sul proprio istinto.

Così come in molti momenti quotidiani, a poker ci si deve sempre ricordare che la ragione dovrebbe sempre essere in grado di dominare le emozioni. Rabbia, frustrazione, ansia ed eccitazione, quindi, dovrebbero sempre essere lasciate in disparte, magari prendendosi qualche secondo di pausa per fare qualche respiro profondo e mettere in pratica tecniche come la mindfulness.  

Flessibilità

Anche se è sempre opportuno essere prudenti durante ogni partita o torneo ai quali si partecipa, occorre anche essere in grado di adattare il proprio gioco alla situazione che ci si trova ad affrontare. Questo concetto si traduce in una valutazione costante dei rischi e dei benefici derivanti dal proseguimento di una mano, a seconda delle carte di cui si dispone. 

Per esempio, se si ricevono due assi nel pre-flop ci si potrà permettere di alzare la posta con una certa fiducia. In questo caso, infatti, gli altri presenti non sono a conoscenza del valore di queste carte.

Diventare campioni del poker con il Risk Management

Originariamente utilizzato in ambito finanziario e poi adottato anche nella quotidianità, il Risk Management ha preso sempre più piede anche nel poker. Anche quando ci si siede al tavolo di un casinò per concedersi una partita, infatti, mettere in atto la serie di processi riassumibile con questa espressione può risultare molto utile se si aspira a migliorare le proprie prestazioni.

In particolare, in questo articolo sono state definite alcune strategie di gestione dei rischi utilizzabili anche nel poker. Se si vuole avere successo, non si deve fare altro che familiarizzarsi con le regole del gioco, imparare a gestire le proprie finanze ed emozioni, adottare una visione a lungo termine, effettuare un’analisi attenta del contesto in cui ci si trova ed aumentare il proprio grado di flessibilità. 

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