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Bollo auto: cos’è, calcolo e come si paga

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Quando parliamo di Bollo auto intendiamo una tassa automobilistica di carattere regionale che tutti i possessori di veicoli con assicurazione sono tenuti a versare alla pubblica amministrazione. La proprietà dell’automobile viene espressa attraverso l’iscrizione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), la cui registrazione è a carico del nuovo proprietario (sia in caso di auto nuova o usata) che deve effettuarla entro i 60 giorni dalla firma del contratto di acquisto. 

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Il pagamento del bollo è annuale ed è collegato al possesso, anche se il veicolo non viene effettivamente utilizzato, differentemente da quanto accade per i ciclomotori e quadricicli leggeri che sono esentati dal versamento in caso di mancato utilizzo. Secondo la normativa in essere, il versamento della tassa automobilistica per le auto di nuova immatricolazione deve essere eseguito entro 30 giorni. 

Calcolo del bollo auto 

Per calcolare l’ammontare del pagamento per il bollo auto, l’utente può consultare il sito dell’Aci (non più sul portale dell’Agenzia delle Entrate) e determinare attraverso lo strumento di calcolo online quanto dovuto alla Pubblica Amministrazione.

Il tributo viene calcolato in base ad alcuni parametri che vengono stabiliti da Regione a Regione. In linea di massima si tiene conto della potenza del veicolo e dell’impatto inquinante di quest’ultimo verso l’ambiente. La potenza del veicolo viene espressa in cavali o kW.

Esistono alcune categorie di mezzi che sono esentate o parzialmente esentate dal pagamento del bollo auto. Anche in questo caso bisogna rifarsi alle singole Regioni per identificare questi soggetti. Nel caso di auto alimentate unicamente con motore elettrico, l’esenzione ha una durata di 5 anni dall’immatricolazione, in alcune Regioni tale disposizione ha carattere permanente. Un’altra categoria di mezzi che possono godere di una esenzione temporanea sono i veicoli definiti poco inquinanti come quelli a GPL, metano, ibrido, idorgeno e, come detto, elettrico. 

Stesso discorso per quanto riguarda le automobili che appartengono alla categoria di auto storiche (20 o 30 anni) o di interesse collezionistico. In questa fattispecie, il possesso non è sufficiente a stabilire il pagamento ma è necessario constatare l’utilizzo su strada, versando un forfettario, il così detto bollo ridotto. 

I portatori di handicap che rientrano nelle quattro categorie stabilite sono esentati completamente dal pagamento del bollo auto per un solo mezzo che, però, deve essere conforme alla disabilità e avere un motore non superiore ai 2000 centimetri cubici benzina, 2800 cc per i diesel.

Come pagare il bollo auto

Una volta stabilito quanto pagare per la tassa automobilistica è possibile procedere al versamento del tributo attraverso diverse modalità. Il possessore dell’auto può infatti recarsi presso gli Uffici postali, all’ACI, presso un’agenzia specializzata in pratiche automobilistiche, presso le banche attraverso il servizio di home banking (consentito solo alle banche che hanno attivo il servizio CBill), alle tabaccherie con servizio informatico di Lottomatica e, per alcune Regioni, anche online.

Per velocizzare l’iter di pagamento, lo Stato ha messo a disposizione a partire dal 2019 il servizio di pagamento elettronico denominato PagoPa, attraverso il quale versare i tributi e pagamenti verso la Pubblica amministrazione, bollo auto ovviamente incluso. 

Inoltre, per semplificare ulteriormente il processo, sono state realizzate app pagamento bollo auto, utilizzabile sia da computer che da dispositivi mobile, con le quali l’utente in pochi secondi può pagare quanto dovuto, avendo anche a disposizione un account personale per tenere traccia dei pagamenti effettuati, delle scadenze e degli avvisi. In caso di mancato pagamento, si può procedere con la riscossione coattiva, applicando sanzioni ed interessi. Se il possessore del mezzo risulta moroso per un periodo di almeno 3 anni, non è esclusa la possibilità della radiazione dello stesso.

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