Flashdance compie 40 anni e torna al cinema

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Alzi la mano che, tra le ragazze degli anni Ottanta, non ha sognato con la storia di Alex Owen, saldatrice in un’acciaieria di giorno e ballerina in un locale di notte, con la passione della danza, che non solo si innamora del capo della sua fabbrica ma riesce anche a ottenere la tanto desiderata audizione all’Accademia di danza di Pittsburgh.

Stiamo parlando, naturalmente, di “Flashdance”, il film di Adrian Lyne uscito per la prima volta nelle sale statunitensi il 15 aprile 1983 (e in Italia circa sei mesi dopo) che, denigrato in maniera quasi unanime dalla critica, divenne un successo da oltre 200 milioni di dollari. E oggi, quarant’anni dopo, torna nelle sale americane, dal 26 al 30 aprile, e forse in seguito anche nelle nostre.

La storia, come dicevamo, è quella Alex, moderna Cenerentola che, dopo una serie di peripezie, riesce a ottenere tutto ciò che desidera. A interpretarla è stata l’allora esordiente Jennifer Beals, preferita dalla Paramount niente meno che a Demi Moore. Al suo fianco, nei panni di Nick Hurley, il capo della fabbrica dove lavora Alex lavora nonché suo futuro fidanzato, c’è Michel Nouri, che abbiamo visto recentemente nella serie tv “Diavoli” e che in questi giorni possiamo vedere nella serie “The Watcher” su Netflix. La storia raccontata in “Flashdance” non è, come si potrebbe pensare, una favola.



    È stata basata, infatti, sulla vera vicenda di Maureen Marder, operaia di giorno e ballerina di notte proprio come Alex, che vendette alla Paramount i diritti della sua storia. A fare la differenza “vera” nel film, però, è la colonna sonora con brani che ancora oggi trascinano le persone sulle piste da ballo, da “Flashdance… What a Feeling” a “Maniac”, passando per “Gloria” di Umberto Tozzi, nella versione americana di Laura Branigan.




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