Gianpaolo Calvarese, ex arbitro italiano e oggi commentatore tecnico per Prime Video, ha detto la sua sulla direzione di gara di Kovacs, contestato al termine della partita vinta dal Milan contro il Napoli in Champions League.
Calvarese: “Kovacs non mi ha convinto per nulla”
“Kovacs l’ho visto tante volte – ha detto -. L’anno scorso è esploso in Manchester City-Real e quest’anno pure l’ho visto, ma ieri non mi è piaciuto, non mi ha convinto per nulla.Non dal punto di vista tecnico, ma disciplinare”.
“Pronti via, non ammonisce Leao ma quella è un’ammonizione codificata.
Rompere la bandierina è come togliersi la magia dopo il gol, c’è il giallo.Se l’avesse fatto non volutamente sarebbe un altro discorso, ma Leao ha avuto un gesto di stizza, non violento, ma di stizza”.
“Nel primo tempo ci stavano 5 ammonizioni e invece Kovacs estrae un solo cartellino giallo, a Zielinski che pure ci sta.
I calciatori cercano equilibrio, non accettano quando invece nella stessa partita l’arbitro ha un metro di giudizio diverso.Alla ripresa poi, la gara non si era incattivita, ma Kovacs ha cambiato modo di fare”.
“Già il primo giallo a Di Lorenzo non l’ho capito, ma per cosa?
Quella non era una protesta, lui è il capitano della squadra, ci sta che va a parlare con l’arbitro.Anche i gialli di Anguissa ci stanno, ma non ci stanno più tenendo conto del metro di giudizio che ha avuto all’inizio della partita lo stesso arbitro”.
“Anche Calabria ammonito che va a parlare con l’arbitro, ma perché ammonirlo?
Nessun complotto e ci mancherebbe, ma probabilmente Kovacs non era pronto per questo quarto di finale e lo dico con grande rammarico.Il talento in lui l’avevo visto, ma deve crescere e migliorare”, conclude.
Calvarese: “Per il ritorno punterei su Taylor, Turpin o Marciniak”
“Per la gara di ritorno?
Penso che due o tre possano arbitrarla.L’inglese Taylor oppure Turpin o Marciniak.
Il francese all’inizio non mi piaceva, ma con l’esperienza ed il lavoro è arrivato ad altissimi livelli mentre credo che Marciniak possa anche arbitrare la finale”, ha detto Calvarese.
Il Napoli saluta la Champions League tra gli applausi amari del Maradona. Nell’ultima giornata della league phase gli azzurri cadono 3-2 contro il Chelsea e mancano l’accesso ai playoff, al termine di una sfida vibrante, piena di ribaltamenti e rimpianti.
A rompere l’equilibrio sono gli inglesi al 19’, quando Enzo Fernandez trasforma il calcio di rigore assegnato per un fallo di mano di Juan Jesus. L’avvio è uno shock, ma la reazione della squadra partenopea è immediata e rabbiosa. Al 33’ Vergara si inventa un gol da cineteca: controllo stretto in area, avversario mandato fuori tempo e diagonale preciso che riporta tutto in parità. Il Maradona si accende e il Napoli cavalca l’onda emotiva, completando il sorpasso poco prima dell’intervallo con Hojlund, rapido a infilare sotto porta su un cross rasoterra dalla sinistra di Olivera.
Al “Maradona” sarà una notte europea di quelle che pesano. Mercoledì alle 21 il Napoli affronta il Chelsea nell’ultimo turno della League Phase di Champions League e l’Uefa ha affidato la gara all’esperienza del francese Clement Turpin, uno degli arbitri più navigati del panorama internazionale. Una scelta che racconta l’importanza della sfida e la tensione che accompagnerà novanta minuti decisivi per il cammino continentale degli azzurri.
Con il Napoli i precedenti con Turpin raccontano un bilancio in chiaroscuro. Gli azzurri hanno sorriso nelle vittorie contro l’Aik e sul campo del Salisburgo, ma hanno anche incassato sconfitte pesanti, come quella interna contro il Real Madrid e il ko a Mosca contro lo Spartak. Un rapporto fatto di alti e bassi, che aggiunge un ulteriore elemento di curiosità a una sfida già carica di significati tecnici e ambientali.
Il pareggio di Copenaghen lascia più rimpianti che soddisfazione e Giovanni Di Lorenzo non cerca alibi. Il capitano del Napoli analizza con lucidità l’1-1 contro i danesi, rimasti in dieci dal 35’, indicando nel secondo tempo il vero snodo della partita.
“Abbiamo fatto la cosa più difficile, cioè trovare il vantaggio. Poi nel secondo tempo abbiamo sbagliato l’approccio, tornando in campo come se il risultato fosse 5-0 e non 1-0. In Champions non te lo puoi permettere e al primo errore gli avversari ti mettono in difficoltà”, dice Di Lorenzo ai microfoni dopo la gara, spiegando come una gestione superficiale abbia rimesso in corsa il Copenaghen.
REDAZIONE






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