Castellammare, Maurizio De Giovanni presenta il suo “Caminito”

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Un inizio 2023 denso di appuntamenti al Teatro Karol di Castellammare di Stabia.

Dopo il successo dello spettacolo “Stasera Viviani” andato in scena il 9 gennaio 2023 per celebrare il centotrentacinquesimo anniversario della nascita del Drammaturgo Raffaele Viviani, ieri sera la location stabiese ha accolto nuovamente una folta platea per la presentazione dell’ultimo libro di Maurizio de Giovanni, “Caminito” – edito da Einaudi – che sigla il ritorno del commissario Ricciardi.

Quello con De Giovanni ha segnato l’avvio della rassegna intitolata “Platealmente” – dal libro alla scena – dedicata alla lettura, che prevede quattro date in cui, il Prof Pierluigi Fiorenza, curerà lo spazio denominato “Incontriamo gli autori”, conversando piacevolmente sul palco con nomi noti del panorama letterario.



    Gli incontri, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, si concluderanno il 23 febbraio 2023 e sono proposti in collaborazione con la Mondadori Bookstore di Castellammare.
    Il pubblico presente alla manifestazione ieri sera ha riservato una calorosa accoglienza a Maurizio De Giovanni. L’autore, visibilmente compiaciuto, ha ricambiato confermando il suo affettuoso legame alla città di Castellammare e rivolgendo i suoi saluti ai presenti, in special modo ai giovani studenti dei licei classico e scientifico accorsi numerosi.

    A questi ultimi ha inoltre riservato un applauso accompagnato da un’importante riflessione: “I ragazzi sono molto importanti perché quelli che leggono sono una cosa non frequente. Ma leggere è immaginare e se i giovani non immaginano è un guaio per tutti”
    Sul palco con lo scrittore ed il Prof Fiorenza, gli attori stabiesi Federica Citarella e Gianfelice Imparato – quest’ultimo solitamente impegnato sul set di serie TV tratte dai libri di De Giovanni – che, in veste di lettori, hanno prestato la propria voce ad alcuni dei passaggi più significativi del libro.

    Trama

    Cinque anni possono cambiare un mondo. Una vita, tante vite. Il grande ritorno del commissario Ricciardi. È il 1939, sono trascorsi cinque anni da quando l’esistenza di Ricciardi è stata improvvisamente sconvolta. E ora il vento d’odio che soffia sull’Europa rischia di spazzare via l’idea stessa di civiltà. Sull’orlo dell’abisso, l’unico punto fermo è il delitto.

    Fra i cespugli di un boschetto vengono ritrovati i cadaveri di due giovani, stavano facendo l’amore e qualcuno li ha brutalmente uccisi. Le ragioni dell’omicidio appaiono subito oscure; dietro il crimine si affaccia il fantasma della politica. Con l’aiuto del fidato Maione – in ansia per una questione di famiglia – Ricciardi dovrà a un tempo risolvere il caso e proteggere un caro amico che per amore della libertà rischia grosso. Intanto la figlia Marta cresce: ormai, per il commissario, è giunto il momento di scoprire se ha ereditato la sua dannazione, quella di vedere e sentire i morti.

    L’incontro si è svolto in un’atmosfera quasi familiare, con l’autore che ha dialogato amichevolmente ed ha colmato la curiosità del pubblico in sala fornendo dettagli sulle riflessioni che lo hanno convinto, dopo tre anni – e la decisione d’ interrompere la storia del Commissario Ricciardi – di riprendere la scrittura di questo personaggio tanto amato dai lettori.

    Le pressioni, non solo editoriali, non avevano fatto desistere l’autore dal suo intento di archiviare, dopo dodici romanzi, la narrazione delle vicende legate al famoso commissario della Regia Questura di Napoli. Perché alla fine del romanzo “Il pianto dell’alba”, un colpo di scena aveva chiuso il ciclo delle sue avventure, ma anche perché la situazione socio – politica caratterizzante l’Italia dal 1934, fino alla promulgazione delle leggi razziali del 1939, presentava “un paese diverso, un mondo doloroso e triste non simile a quello raccontato fino a quel momento.”

    Ma la vita cambia e cambiano anche le decisioni in seguito ad eventi che scuotono e rivelano verità tralasciate, di cui prima non si è tenuto conto. Il grave problema di salute affrontato dall’autore di recente, la solitudine della terapia intensiva lo pongono dunque in contatto intimo con la sua creatura letteraria, che gli sussurra all’orecchio e gli dona la consapevolezza di aver sempre avuto delle storie che lo riguardano nella testa, che è stato lui a chiudere intenzionalmente una porta ancora aperta.

    Il timore che la sventura capitata possa impedirgli definitivamente di scrivere, lo induce a riflettere su quanto sia stato ingiusto mettere da parte il Commissario Ricciardi, fino a fargli scattare la decisione di riprenderne le storie in caso di guarigione. La ripresa fisica dello scrittore ha segnato quindi la sua rinascita, ma anche quella dell’amato personaggio con l’avvincente scrittura di “Caminito”, romanzo ispirato dall’omonimo tango.

    Un ballo che è la sensuale associazione di musica e parole e di cui il libro custodisce il suggestivo significato.

    La serata è stata inoltre scandita da alcuni momenti emozionanti e carichi di valore: dall’impeccabile esecuzione del tango di due valenti ballerini come Pablo Nelson Piliu e Giselle Mariel Tacon e dai video messaggi di saluto di Antonio Milo, Adriano Falivene (brigadiere Maione e Bambinella) ed il cantante Mario Maglione.

    Annamaria Cafaro


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