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Il “cash-dog” Jumbo scova 1,8 milioni di euro nascosti in cantina

Grazie al fiuto del cane Jumbo, il “cash dog” della Guardia di Finanza di Salerno, […]

    Grazie al fiuto del cane Jumbo, il “cash dog” della Guardia di Finanza di Salerno, sono stati trovati e sequestrati quasi 1,8 milioni di euro in contanti durante le perquisizioni eseguite nell’ambito nell’inchiesta sulla frode fiscale sui carburanti che oggi ha portato al maxi sequestro da 136 milioni di euro.

    Si tratta di accertamenti eseguiti anche con la collaborazione del Gruppo Mezzi Tecnici del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalià Organizzata (SCICO) della Guardia di Finanza. La banconote scovate erano nella disponibilità di due indagati che le avevano nascoste in zaini, buste di palstica e in scatole di cartone.

    A Montoro, in provincia di Avellino, le fiamme gialle – coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore  – hanno sequestrato un hotel-ristorante. Infine irregolarità sono state scoperte nella cessione di un resort da 2,5 milioni di euro che vede coinvolte alcune delle società finite sotto la lente di ingradimento degli investigatori.

    L’inchiesta coinvolge 82 persone fisiche, cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, ricettazione, riciclaggio e reimpiego di denaro provento di reato, omesso versamento d’imposte, sostituzione di persona, falsita’ ideologica commessa da privato in atto pubblico.

    Il gruppo, attraverso la gestione di 12 societa’ di capitali, tra il 2017 e il 2020, ha annotato nelle scritture contabili di queste fatture per operazioni reali ma tra societa’ differenti da quelli indicate nel documento fiscale, per un importo superiore ai 900 milioni di euro. In questo modo, hanno evaso l’Iva per oltre 160 milioni di euro.

    Alla fine della catena distributiva dai depositi alle societa’ cartiere, il carburante, arrivava a due societa’ dell’agro nocerino sarnese e veniva immesso in commercio. Gli illeciti capitali accumulati sarebbero stati riciclati attraverso “vorticosi trasferimenti di flussi finanziari” e utilizzati per acquistare immobili e per fare investimenti.

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