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Mondiali, Collina spiega: “Ecco perché recupero si è così allungato”

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“La questione delle partite che durano anche meno di 50 minuti di tempo effettivo è qualcosa che viene da molto tempo fa. Ma la gente vuole vedere il calcio, anzi più calcio. Così come Fifa e Ifab, abbiamo chiesto da anni di fare qualcosa, per cercare di avere più tempo da giocare durante una partita”.

Pierluigi Collina, presidente della commissione arbitri della Fifa, interviene per spiegare i motivi che hanno portato a una delle caratteristiche più spiccate di questo Mondiale in Qatar: i minuti di recupero che si sono ‘allungati’, diventando in certi casi un vero e proprio tempo supplementare.

“Quindi già in Russia (nel 2018 ndr) abbiamo fatto qualcosa in questa direzione – continua Collina -, chiedendo agli arbitri di calcolare più accuratamente il tempo di recupero da dare alla fine di ogni tempo E questa raccomandazione è stata ribadita qui, prima di Qatar 2022. Un ordine ripetuto per offrire più tempo di gioco effettivo durante una partita”.

Ma ci sono state indicazioni particolari? “Abbiamo dato ai nostri arbitri alcune indicazioni specifiche – spiega -, da considerare in modo accurato, in particolare il tempo per gli infortuni dei giocatori che era già stato calcolato, ma in modo standardizzato, per un minuto per ogni intervento. Però ci sono molti infortuni che richiedono più di un minuto per essere curati”.

Una spiegazione anche sullo standard per le sostituzioni: “in passato di 30 secondi. La direttiva era questa, ma con le dieci sostituzioni e le sostituzioni multiple all’interno di uno slot ora devono calcolarlo con precisione”.

Ma ci sono anche i festeggiamenti per i gol. “Sono un momento di gioia per chi segna – spiega Collina -, ma ci vuole un bel po’ di tempo per festeggiare un gol, e per gli avversari ci sono meno possibilità di giocare. Quindi va considerato anche il tempo speso per la ‘celebrazione’ dei gol, e poi ovviamente quello per gli interventi del Var, sia quando c’è un ritardo nella ripresa del gioco a causa di un controllo effettuato dagli ufficiali di gara video, sia per la revisione quando l’arbitro va al monitor. Per rivedere qualsiasi incidente, ovviamente, ci vuole tempo, e questo tempo deve essere compensato”.

“Le regole del gioco dicono che l’arbitro è il ‘cronometrista’, quindi ha la responsabilità di decidere quanto tempo deve essere aggiunto – ribadisce il capo degli arbitri Fifa -, ma in pratica c’è il quarto arbitro che lo aiuta nel calcolo di questo. Per quanto riguarda il tempo per l’intervento del Var, l’ufficiale di gara prenderà nota del tempo impiegato.

Alla fine di ogni tempo ci sono le informazioni provenienti dagli ufficiali di gara video, le informazioni provenienti dal quarto uomo, e l’arbitro somma i due tempi e decide il tempo da sommare. Qui in Qatar dopo 32 partite abbiamo in media una decina di minuti a gara, un po’ di più se si guarda a Iran-Inghilterra, che è stata una partita molto particolare perché abbiamo avuto 23 minuti di recupero tempo concesso.

Ma lì abbiamo avuto il portiere iraniano che è stato ferito e curato per circa 11 minuti in totale. Poi c’è stato anche un giocatore inglese con un infortunio di tre minuti, quindi 14 dei 23 minuti sono stati per questi due specifici infortuni. Oltre a ciò, dobbiamo ricordare che sono stati segnati otto gol, quindi con le feste per i gol e anche una revisione Var sul campo, quindi ci sono stati molti casi che hanno portato a questo tempo di recupero così elevato dato alla fine della partita”.

Ma è stata calcolata una media dei minuti di recupero delle partite di Qatar 2022? “Ho detto dieci minuti in media. Se guardiamo indietro a quattro anni fa in Russia – risponde -, la media dei tempi di recupero, concessi durante il torneo era di sei minuti e mezzo. Se ci adattiamo, considerando che in Russia erano permesse sei sostituzioni rispetto alle dieci di adesso, se pensiamo che le quattro sostituzioni in più potrebbero voler dire un minuto di recupero in più da concedere, il 6:30 diventerebbe 7:30.

Quindi siamo passati dai sette minuti e mezzo ai dieci, il che non è un cambiamento drammatico, ma ci offre la possibilità di avere finora in media quasi 59 minuti di tempo effettivo giocato”. 

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