Cronache Caserta

Caporalato a Caserta, braccianti in nero e sfruttati: denunciati 5 imprenditori

Pubblicato da
Vincenzo Scarpa

Caporalato a Caserta. L’Ispettorato del Lavoro di Caserta ha coordinato, nell’ambito del Progetto multi-agenzia Su.Pr.eme., un’attività di vigilanza condotta da task force composte da personale degli Ispettorati di Caserta, Napoli, Sassari, Roma e Salerno e da Carabinieri del Nil dell’Itl di Caserta, con la partecipazione dei mediatori culturali dell’Oim e con il supporto logistico delle locali Stazioni dei Carabinieri nonché, per una settimana, del personale ispettivo dell’Inps e dello Spesal della locale Asl.

L’attività, tesa a contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del caporalato in agricoltura, ha interessato principalmente i territori dell’agro-aversano, dell’agro-sessano e della zona dei Mazzoni. Diciassette le aziende agricole sottoposte a controllo – soprattutto campi di piantagione di pomodori, peperoni, melanzane, angurie – delle quali 14 sono risultate non in regola con la normativa in materia di rapporti di lavoro e legislazione sociale. Sulle restanti tre sono ancora in corso accertamenti.

Gli ispettori hanno verificato le posizioni di 64 lavoratori ed hanno emanato 4 provvedimenti di sospensione dell’attività nei confronti di altrettante aziende, per la presenza di 20 braccianti completamente “in nero” (tutti stranieri, provenienti soprattutto dall’ est Europa e dal nord Africa).

Dei 51 lavoratori provenienti da Paesi extra-Ue, 11 sono risultati privi del permesso di soggiorno per motivi di lavoro; per il loro impiego sono stati denunciati 5 imprenditori. In un campo della zona dei Mazzoni sono stati trovati, intenti a raccogliere angurie, 7 lavoratori di nazionalità tunisina privi del permesso di soggiorno; sotto il sole cocente, alcuni lavoravano senza calzature ed è emerso che venivano pagati a cottimo – 7 euro a cassone – e impiegati per 9 ore al giorno senza riposo settimanale.

Sono in corso accertamenti per verificare la sussistenza del reato di sfruttamento in capo ai datori di lavoro, che comunque sono da ritenersi presunti innocenti fino all’emissione della sentenza definitiva. Per tutti i braccianti sono in corso le verifiche per violazioni in materia di orario di lavoro e di sicurezza nei luoghi di lavoro, tra le quali l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale.

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