Napoli. Dietro il raid con l'acido ci sarebbero vecchi rancori familiari, mai sopiti e ravvivati a Natale, degenerati sui social, in particolare a causa di un video costellato di offese su Tik-Tok.
Pare che l'obiettivo fosse la 17enne, che doveva essere punita proprio per le sue esternazioni sui social. E' lei quella che ha riportato lesioni piu' gravi, sul viso e sulle gambe. La piu' grande ha riportato ustioni piu' lievi, ma che hanno interessato anche il viso.
E poi c'e' la zia che ieri si e' recata in Questura, col suo legale: ha rilasciato dichiarazioni spontanee che, al momento, non trovano pero' riscontro con il quadro probatorio acquisito dagli investigatori della Squadra Mobile. Storie di degrado, dunque, ma non solo.
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. Non a caso, oggi, nel corso del Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica ci si e' confrontati anche con il mondo della scuola. "Abbiamo concordato un piano di comitati nelle scuole - spiega il prefetto - e nei prossimi giorni ci sara' un tavolo tecnico che definira' le modalita' di intervento. Stiamo assistendo a sintomi di un malessere complessivo e abbiamo concordato tutta una serie di interventi di rafforzamento di controlli".
E qui c'e' uno dei punti dolenti: poche forze dell'ordine. Il sindaco, Gaetano Manfredi, lo ripete senza se e senza ma. "Da soli non possiamo dare una risposta alle problematiche: ci vuole un grande impegno collettivo e un maggiore impegno a livello governativo", dice .
Il prefetto conferma: "Abbiamo avuto una prima tranche di rinforzi estivi che riguardano tutta la citta' metropolitana, circa 80-90 unita', ma sono insufficienti".
Controlli, dunque, ma anche un dialogo serrato con le famiglie, con i ragazzini. Non a caso proprio a loro rivolge un appello il comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, generale di brigata Enrico Scandone: "Un coltello ferisce, un coltello uccide, un coltello provoca lesioni che possono essere permanenti. La vita non e' un videogioco".
REDAZIONE






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