Premier League, ecco i primi italiani che hanno giocato nel campionato inglese

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Uno dei tornei più belli di tutto il mondo in ambito calcistico è sicuramente rappresentato dalla Premier League. Attualmente, viene considerata come il campionato di calcio più bello ed emozionante in tutto il mondo. Insomma, può vantare lo stesso ruolo di riferimento che la serie A nostrana aveva alla fine degli anni Novanta.

Ora, come ben sanno gli appassionati di pronostici che giocano con i migliori bonus, la Premier League ha soldi, strutture e fascino per trascinare tutti i calciatori più importanti al mondo in Inghilterra. Anche tanti top italiani si stanno facendo ingolosire da offerte di compagini che, quasi con cadenza annuale, finiscono per giocarsi la Champions League. Andiamo alla scoperta, però, di tutti quei giocatori italiani che hanno dato il via alla prima colonia azzurra in Premier League.

L’esodo di italiani verso la Premier a metà degli anni Novanta

Il primo, in ordine di tempo, fu Andrea Silenzi. A seguire, ecco che arrivarono in Inghilterra anche atleti del calibro di Ravanelli e Vialli, due autentiche bandiere a tinte bianconere, senza dimenticare Carbone, Festa, Zola, Di Matteo, Casiraghi e Di Canio, oltre che Attilio Lombardo, giusto per fare qualche nome.

Bomber, difensori e centrocampisti che avevano già lasciato la loro impronta sul massimo campionato di calcio italiano e che erano alla ricerca di una nuova esperienza per la loro carriera, magari per concluderla con onore con un’avventura all’estero. Intorno alla metà degli anni Novanta, la sentenza Bosman non fece altro che rivoluzionare il calcio mondiale: se da un lato i giocatori stranieri non vedevano l’ora di scendere in campo e misurarsi con la serie A, tanti italiani provavano a portare un po’ del “made in Italy” in Premier League.

Un esodo che, in realtà, non ha sempre portato in dote grandi risultati. Il campionato inglese della metà degli anni Novanta era ancora in fase evolutiva, visto che si poteva considerare un vero e proprio mix tra una competizione estremamente fisica e una nuova idea di football. Un percorso ancora ibrido, che ricevette un’accelerata anche grazie alla colonia di italiani che “invase” le formazioni inglesi in quegli anni.

La coppia bianconera

Quando si parla di italiani in Inghilterra, è impossibile non citare i gemelli del gol. Per i tifosi bianconeri si tratta di un soprannome sacro, che rende merito alla coppia di attaccanti formata da Gianluca Vialli e Fabrizio Ravanelli. Arrivano in Premier League nel 1996, solamente un mese dopo essere diventati campioni d’Europa con la maglia della Juventus.

Se in tanti si attendevano un trasferimento nelle big dell’epoca, in realtà Ravanelli scelse il Middlesbrough, mentre Vialli optò per il Chelsea, anche se i “Blues” non erano esattamente lo squadrone attuale e, a quel tempo, l’unico campionato vinto risaliva al 1955. Eppure, entrambi avranno modo di lasciare il segno in Inghilterra.

Basti pensare alle prestazioni e ai gol messi a segno da “Penna Bianca”: Ravanelli ne infilò addirittura 31 tra il campionato e le coppe nazionali. Tra l’altro, ebbe il merito di trascinare il Middlesbrough verso la finale sia di League Cup che di FA Cup, anche se poi non riuscì ad alzarne al cielo neanche una. L’esordio con la maglia del “Boro”, però, è indimenticabile: tripletta alla prima giornata e pareggio 3-3 contro il Liverpool. Purtroppo, però, i gol di Ravanelli non furono sufficienti a salvare il Middlesbrough.

Vialli, dal canto suo, si conferma un giocatore vincente anche nella sua esperienza al Chelsea. Prima trionfa in FA Cup proprio contro Ravanelli in finale. I gol non mancano all’ex Cremonese, ma il rapporto con Gullit non decolla. Quando l’ex Milan viene esonerato, il presidente Ken Bates decide di assegnare a Vialli il ruolo di allenatore-giocatore. Mossa estremamente azzeccata, dato che i Blues vincono Coppa di Lega, Coppa delle Coppe e pure Supercoppa Europea contro il Real Madrid.