Massimo Ranieri dimesso dall’ospedale

Massimo Ranieri dopo una notte passata in osservazione all’ospedale Cardarelli nel pomeriggio di oggi è tornato a casa. Dovrà stare a riposo per 20 giorni

massimo ranieri

Massimo Ranieri è stato dimesso dall’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è stato ricoverato dopo una caduta durante il suo spettacolo di ieri sera al Teatro Diana.

Ranieri è scivolato mentre scendeva la scaletta che dal palco porta alla platea e nella caduta ha riportato la frattura a una costola. Dopo una notte trascorsa in osservazione, sempre sveglio e cosciente e in condizioni tutto sommato buone, nel pomeriggio i medici hanno autorizzato il paziente a lasciare l’ospedale.

Ha riportato una frattura costale alla VII costa destra e qualche escoriazione sparsa per il corpo. Dopo il secondo bollettino le condizioni sono apparse in netto miglioramento e per questo e’ stato deciso per le dimissioni con una prognosi di almeno venti giorni.

 

Biografia Massimo Ranieri

Massimo Ranieri, pseudonimo di Giovanni Calone (Napoli3 maggio 1951), è un cantanteattoreconduttore televisivo e regista teatrale italiano.

Attore di teatro, cantante di musica leggera e showman, si è dedicato occasionalmente anche al cinema, come attore e doppiatore, e alla danza.Con più di quattordici milioni di dischi, è tra gli artisti italiani che hanno venduto di più nel mondo. Durante la sua carriera ha pubblicato 31 album (di cui 23 in studio, 4 live e 4 raccolte) e 36 singoli.

Quinto degli otto figli di Giuseppina Amabile e Umberto Calone, Massimo Ranieri, all’anagrafe Giovanni Calone, cresce nel Pallonetto di Santa Lucia, zona dell’elegante quartiere napoletano di San Ferdinando, vivendo in piccolo appartamento al quinto piano di un vecchio stabile, e fin da piccolo svolge vari lavori (garzone di panettiere, fattorino, ragazzo di bottega, commesso, barista e intrattenitore nelle cerimonie).

Si racconta che da bambino fu invitato a cantare per i turisti e non essendo d’accordo fu portato su uno scoglio; non sapendo nuotare, si arrese e cantò, ottenendo il consenso del pubblico presente. A tale proposito, racconta: “La mia voce piaceva e ben presto finii a cantare in un bar in cui mi esibivo per i clienti”.

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