A cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, il Nuovo Teatro Sanità riprende una delle sue prime produzioni, La grande tribù di Claudio Finelli, interpretato da Mariano Coletti e Gennaro Maresca, quest’ultimo anche regista dello spettacolo.
In scena dal 18 al 20 marzo, il testo è ispirato ad alcuni scritti di Pasolini, in particolare a Gennariello e vuole riflettere sull’eredità poetica e culturale che l’artista ci ha lasciato.
Dopo trent’anni, Vincenzo Salemme riporta in vita ‘…e fuori nevica!’, una commedia che affronta con ironia e umanità il tema della diversità e della famiglia, in un tour che attraverserà l’Italia durante l’estate.
“La grande tribù” è l’appellativo che il poeta usò per descrivere il popolo napoletano, gli uomini che hanno deciso di non cambiare, di mantenere integra, con innocente inconsapevolezza, la propria identità culturale, linguistica, sessuale e spirituale.
Lettere luterane è la materia d’ispirazione del testo, in particolare la raccolta di articoli pubblicati dal settimanale Il Mondo e dedicati a Gennariello, il giovane e scapricciato ragazzo partenopeo con il quale Pasolini immagina un dialogo, un confronto, realizzando un trattato pedagogico di estrema potenza lirica, concreto, aperto, bilaterale.
Dal 26 al 29 luglio, Villa Campolieto ospiterà gli eventi conclusivi della 37ª edizione del Festival delle Ville Vesuviane, che celebra il connubio tra tradizione partenopea e musica universale, con spettacoli che spaziano dal processo tra Scarpetta e D’Annunzio a una potente interpretazione dei Carmina Burana.
I fari si accendono su questa grande tribù e sui suoi innumerevoli Gennariello, in scena un giovane attore e un film-maker in cerca di storie da raccontare. Un provino si trasformerà in un dialogo incalzante e senza esclusioni di colpi, sullo sfondo di una Napoli fatiscente, squallida, incorniciata da solitudine e borghesia dilaganti ma ricca di vita e di umanità.









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