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Arzano, il clan grida vendetta su Tik Tok

Pistole e Rosario per lanciare messaggi agli avversari. Indagano Carabinieri e Polizia. Lo scontro tra il gruppo dei Cristiano-Mormile e quello dei Monfregolo- Alterio

Arzano. Stenta a placarsi la faida intestina al clan della 167 di Arzano costola degli Amato-Pagano che sta imperversando anche nei vicini comuni di Frattamaggiore e Frattaminore con stese e sparatorie. Anche via social continua la “guerra” di camorra tra il gruppo dei Cristiano-Mormile e quello dei Monfregolo- Alterio che ha coinvolto anche l’area frattese.

Il video, postato dal social Arzano News, ha ricevuto in pochi giorni circa 270mila visualizzazioni. Nel breve “comunicato” postato ieri l’altro sulla piattaforma Tik Tok si vede una stretta congiunta del boss della 167 di Arzano, Pasquale Cristiano, alias “Pitstick”, attualmente detenuto e prossimo alla libertà, che con sottofondo musicale lancia strali di vendetta contro chi, tre mesi fa, ha ammazzato Salvatore Petrillo, familiare dei Cristiano, ucciso in un agguato di camorra nel Roxy Bar in cui rimasero ferite altre 4 persone, due legate al clan, e due invece completamente estranee al mondo criminale.

Chi ha fatt mal a te l’add pava’ “ (chi ha fatto male a te, la deve pagare!) sono le parole lanciate nel video dalla parente del boss che bacia poi l’effige del nipote Petrillo su una collana che la stessa indossa al collo. Insomma, le sorprese di questi nuovi clan, girovagando tra i social, non si contano: una foto ritrae una pistola con una coroncina.

Un altro video mostra una torta con le candeline e un brindisi al nuovo ed egemone gruppo che sembra voler essere di buon augurio. Altri ancora che si tatuano sul braccio i nomi dei cugini (Ciro e Domenico Girardi), uccisi in un agguato proprio all’esterno della 167 nel 2004 durante la faida tra i Di Lauro e gli scissionisti.

“Dove ho giurato fedeltà non ho mai tradito”, ha scritto uno dei fedelissimi di Cristiano su noto social esibendo dietro al collo un tatuaggio della presunta scarcerazione del boss citando chissà quale film.

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Lascia di stucco la naturalezza con cui nei post e nelle spericolate frasi viene rivendicata (e legittimata) la voglia di rivalsa verso chi ha osato far del male o si è appropriato del territorio. Nel contempo, fa rabbrividire con quanta “normalità” girino quelle immagini e video sui social. Ma a Arzano – racconta la cronaca – quasi più nulla è normale: in tutta l’area, è in atto una guerra senza esclusione di colpi per la successione ai vertici e la gestione della attività illecite, con una camorra padrona, amante dei gesti dimostrativi, riuscendo ad imporre perfino l’occupazione degli alloggi popolari.

Luigi Vanacore

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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