Una tragedia in serata a Solofra, in provincia di Avellino, dove una donna di 49 anni è caduta dal terzo piano ed è morta. Il fatto è avvenuto in via Nuova Scorza
. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Solofra e personale medico che non ha potuto far altro che constatare il decesso della donna. Su disposizione dell’autorità giudiziaria la salma è stata trasferita all’ospedale Landolfi di Solofra.
Secondo una prima ipotesi, la donna stava lavando le finestre di un’abitazione posta al terzo piano del palazzo quando ha perso l’equilibrio ed è caduta nel vuoto.
Imprenditori conciari in balìa degli strozzini dei clan: 16 fermi della Dia tra quattro province
Salerno– Due giovani imprenditori conciari della provincia di Avellino erano finiti nelle mani di una rete di strozzini riconducibile a tre diversi clan di camorra. Per un prestito mai restituito, si erano ritrovati prigionieri di un meccanismo di violenze, minacce e tassi usurari da capogiro. È quanto emerso dall’operazione condotta questa mattina dalla Direzione Investigativa…
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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