Cronaca Nera

Traffico internazionale di droga nel porto di Salerno: due arresti

In carcere è finito un 45enne di Grammichele, nel Catanese, titolare effettivo di una società di servizi elvetica, mentre per un 49enne di Salerno, titolare di una ditta di spedizioni doganali, sono scattati gli arresti domiciliari.

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Fabio Testa
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Salerno. Avrebbero importato oltre 17 tonnellate di droga (tra 2.844,500 chili di hashish e 14.191 chili di anfetamine captagon) nascosta all’interno di 4 containers commerciali provenienti dalla Siria e intercettati e sequestrati dalla Guardia di Finanza nel porto di Salerno nel giugno 2020.

Sono stati arrestati per per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. In carcere è finito un 45enne di Grammichele, nel Catanese, titolare effettivo di una società di servizi elvetica, mentre per un 49enne di Salerno, titolare di una ditta di spedizioni doganali, sono scattati gli arresti domiciliari.

Le indagini condotte dai Gico – Goa dei Nuclei Pef di Salerno e Napoli sotto la direzione della procura di Salerno dai pm hanno consentito di acquisire elementi probatori a carico dei due indagati, coinvolti in una serie di attività illecite per organizzare il transito e il successivo trasferimento, attraverso lo scalo marittimo di Salerno, di consistenti carichi di sostanza stupefacente nascosti dietro idonei carichi di copertura (macchinari di movimento terra e bobine di carta industriale).

I finanzieri hanno eseguito intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a mirati accertamenti bancari, che hanno permesso di far emerrgere il modus operandi e di risalire ai pagamenti, transitati estero su estero, dalla società di trasporto svizzera, facente capo all’imprenditore di origini siciliane, allo spedizioniere doganale. I due arrestati erano riusciti a eliminare tutte le tracce della provenienza siriana della spedizione commerciale, che così non solo risultava in partenza dal porto di Salerno ma poteva anche essere rispedita “in sicurezza” nei paesi arabi.

La mirata analisi della documentazione doganale ha evidenziato che lo stesso stratagemma è stato adoperato anche in altre transazioni commerciali. L’imprenditore svizzero è stato portato nel carcere romano di Rebibbia mentre lo spedizioniere salernitano è agli arresti domiciliari a Baronissi.

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Fabio Testa

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