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Napoli, i commercianti: “Per la funicolare di Chiaia intervenga la Regione”

La vicenda della Funicolare di Chiaia, che rischia, a partire dal prossimo 30 settembre, una lunga chiusura per la revisione ventennale, deve essere un banco di prova per la Regione Campania e per i candidati a sindaco di Napoli“. Così spiega Vincenzo Perrotta, presidente del Centro Commerciale Naturale Vomero-Arenella e della Federazione del Commercio, che in Campania conta oltre settemila aderenti tra centri commerciali, imprese e professionisti nel settori del commercio, dell’artigianato e dei servizi.

Abbiamo ancora un anno a disposizione per chiedere la proroga all’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – prosegue Perrotta – perché l’impianto è a fune e cremagliera, quindi non potrà mai provocare gravi incidenti come quello della Funivia del Mottarone“. Sull’esigenza di un rinvio Perrotta ha sollecitato l’intervento del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, e di Luca Cascone, presidente della IV Commissione Consiliare permanente (Urbanistica, Lavori Pubblici e Trasporti).

Nella prospettiva di una chiusura a lungo termine si prospettano gravi difficoltà per 15mila passeggeri che ogni giorno utilizzano l’impianto. L’unica alternativa è rappresentata dalla linea bus 128, con tempi lunghi di percorrenza ed attese anche di 60 minuti (contro una percorrenza di 3 minuti e frequenze di 10 della Funicolare .

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Chi al Comune ha fatto la gara di appalto – prosegue Perrotta – sapeva che c’era il rischio che andasse deserta, in quanto l’unica partecipante possibile è la Leitner, che ha perso nel concordato Anm 1 milione di euro di mancato pagamento sulla Funicolare Centrale: ecco perché occorre un intervento deciso e decisivo della Regione Campania“.

Al Vomero e a Chiaia – continua il presidente di Effedici – ci sono almeno 300 esercizi Che vivono di Funicolare, per non parlare dei tanti studenti, impiegati e professionisti che ogni giorno utilizzano questo importantissimo mezzo di trasporto. Ecco perché – per non bloccare la città – va individuata subito una soluzione che salvaguardi il regolare funzionamento dell’impianto”.


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