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Napoli. Si sono svolti a Napoli, nella chiesa di San Lorenzo a piazza San Gaetano, i funerali di Emanuele Melillo, l’autista 32enne morto nel grave incidente che ha coinvolto un autobus a Capri. Le immagini dell’uscita del feretro, accompagnata da un lungo applauso e da un volo di palloncini.

“Ciao Emanuele” firmato Curva A. Lo striscione è comparso su una delle facciate della chiesa di San Lorenzo a piazza San Gaetano nel centro storico di Napoli, durante i funerali di Emanuele Melillo, l’autista di 32 anni morto a Capri in un incidente mentre era alla guida di un bus di linea a Marina Grande, il 22 luglio scorso. Un altro striscione recita: “Ciao Emanuele vivrai sempre nei nostri cuori”. Grande commozione della folla che ha gremito la parte antistante la chiesa di San Lorenzo. Amici, parenti e tanti semplici cittadini hanno voluto partecipare all’ultimo saluto al giovane autista scomparso.

“Oltre al virus, il Covid, quello cattivo, Emanuele ha dimostrato che esiste anche il virus buono, quello dell’amore, che lui ha seminato ovunque. Ciao amore mio”.

Con queste parole il padre di Emanuele Melillo, l’autista morto a Capri nel grave incidente avvenuto a Marina Grande il 22 luglio scorso, ha salutato e ringraziato tutti coloro che hanno preso parte alle esequie, questo pomeriggio celebrate nella chiesta di San Lorenzo, nel cuore di Napoli. La famiglia, la compagna e gli amici, tutti presenti, hanno partecipato ai funerali in un’atmosfera di dolore composto, nonostante nei giorni scorsi siano stati scossi da un’altra perdita: Rosaria Aridita’, la compagna di Emanuele, infatti, ha perso il bimbo che portava in grembo.

Emanuele – ha detto l’avvocato Luca Marangio, amico di Emanuele e prima ancora del fratello Marco, che con le colleghe Antonia Giglio e Giovanna Cacciapuoti rappresenta la famiglia Melillo – amava il suo lavoro. Per lui quel minibus era uno space shuttle. Era una persona con la quale ci si divertiva sempre, aveva la battuta pronta. Molti conoscono di lui questo aspetto ma Emanuele era anche una persona estremamente religiosa e credente. Ha fatto il chierichetto e ha frequentato il corso prematrimoniale”.

Luca, stringendo tra le mani un cornetto che gli e’ stato regalato da Emanuele, aggiunge: “Doveva portarmi insieme con lui in curva A. Come lui, anch’io sono un tifoso e voleva che ci andassimo insieme con il mio bambino. Ora non potra’ piu’ farlo ma Marco (il fratello di Emanuele, ndr) mi ha promesso che manterra’ lui la promessa”. Facendo riferimento, infine, alle cause del decesso, e alla tragedia, Luca Marangio si e’ detto convinto che non ci sia stato alcun malore: “Ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilita’ per evitare la tragedia. La famiglia mi ha chiesto giustizia, solo giustizia. Noi ci impegneremo affinche’ l’abbia”. Alla cerimonia funebre in molti non sono voluti mancare, malgrado le normative anticovid: tra i presenti, c’era anche il sindaco di Capri Marino Lembo.

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Cinquecento persone per l’addio ad Emanuele Melillo, 33 anni, l’autista morto precipitando con il minibus a Marina Grande a Capri lo scorso 22 luglio. Nella Basilica di san Giovanni Maggiore ai Tribunali, nel centro storico di Napoli, il dolore di parenti e amici. Ad accogliere il feretro palloncini bianchi a forma di cuore, uno striscione della curva A ‘Ciao Emanuele’ e un lungo applauso. Sulla bara la sciarpa del Napoli portata dagli amici tutti vestiti di nero.

‘Sei la parte migliore di Napoli’ urla una donna. “Emanuele non vedeva l’ora di vedere il film della passione ‘il re dei re’ per rivivere resurrezione Pasquale. Emanuele ha avuto grande fortuna di nascere e crescere in una famiglia con una grande fede”, ricorda fra Domenico. Commozione alle parole del padre del 33enne che ha preso la parola al termine del rito, mente la madre si e’ aggrappata alla bara disperata. “Amavi la vita e avevamo tanto ancora da fare assieme. I nostri progetti, i sogni. Vedere gente cosi bella ci fa capire che non esiste solo virus del male ma anche del bene, se Emanuele e’ riuscito a riunirci. Vorrei dire a mio figlio che per me e’ stato un onore averlo cresciuto. Ciao amore mio”.


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