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Licata, arrestato il consigliere della Lega che ha tentato di uccidere il socio

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Licata. E’ stato arrestato il consigliere della Lega Gaetano Aronica che ha tentato di uccidere l’ex socio in affari. Il politico è accusato di tentato omicidio e porto e detenzione di arma clandestina.

Il Gip di Agrigento, Stefano Zammuto, ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza agli arresti domiciliari con obbligo del braccialetto elettronico. Aronica è stato arrestato stamane con l’accusa di tentato omicidio e porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione. Il consigliere comunale di Licata in provincia di Agrigento, eletto nel 2018 nella lista ‘Lega noi con Salvini’, aveva esploso quattro colpi di pistola all’indirizzo di un suo socio d’affari ferendolo. 

L’episodio risale a due giorni fa. I due ex soci, da circa un anno e mezzo, avevano forti contrasti per la spartizione delle quote societarie dell’attivita’ di onoranze funebri, secondo quanto accertato dagli inquirenti. L’ennesima lite e’ scoppiata mercoledi’ sera. Aronica si è presentato davanti casa dell’ex socio che era a bordo della sua Fiat Panda e gli ha sparato 4 colpi, di cui solo uno è andato a segno ad un braccio.

Secondo il Gip, Aronica potrebbe commettere altri reati simili: “Si ravvisa il concreto a attuale pericolo che Gaetano Aronica, ove non adeguatamente contenuto commetta altri reati della stesse specie per cui si procede” scrive il giudice, Stefano Zammuto, nelle 11 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con la quale ha disposto gli arresti domiciliari del consigliere comunale ‘civico’ di Licata eletto nella lista della Lega. Secondo il giudice il “pericolo è desumibile dalle circostanze e dalle modalità dei fatti addebitatigli, oltre che dall’urgenza e della cogenza psicologica che lo agita, essendo in preda a un’autentica ossessione verso i contraddittori, i suoi soci, fratello compreso”. Quest’ultimo passaggio è riferito alla “elevata conflittualità” che ha preceduto la sparatoria tra Aronica, da una parte, la vittima e un fratello del consigliere comunale, dall’altra, per “dissidi legati a questioni societarie afferenti l’agenzia di onoranze funebri di comune appartenenza”. “Nell’opinione di Aronica – osserva il Gip – infatti vi sarebbe un disegno, ordito dai suoi soci, per estrometterlo dalla compagine sociale”.

All’uomo di 71 anni ferito, i medici del “San Giacomo d’Altopasso” di Licata hanno diagnosticato una prognosi di 20 giorni, salvo complicazioni. L’inchiesta della Procura di Agrigento continua. I carabinieri stanno cercando, infatti, di accertare se la pistola utilizzata per il danneggiamento della vetrata dell’onoranze funebri (avvenuto nella notte fra domenica e lunedì 19 luglio) possa o meno corrispondere alla rivoltella calibro 22 sequestrata nelle ultime ore dopo che lo stesso consigliere comunale l’ha fatta ritrovare.


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