Per il crollo ponte Morandi ci sono l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, il manager Paolo Berti e l’ex direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli e per l’ex ad di Spea Antonino Galata’






Sono state inviate oggi le richieste di rinvio a giudizio nell’ambito delle indagini sul crollo di Genova, che il 14 agosto 2018 trascinò dietro di sé 43 persone.

Sono 59 in tutto quelle inviate dalla Procura, con 10 posizioni stralciate, mentre 3 indagati sono deceduti negli ultimi anni.L’udienza preliminare dovrebbe tenersi intorno a settembre.Tra le 59 persone ci sono gli ex vertici ed ex dirigenti di Aspi. I pm hanno chiesto il processo, tra gli altri, per l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, il manager e l’ex direttore delle manutenzioni e per l’ex ad di Spea, la controllata per le manutenzioni Antonino Galata’.

crollo ponte morandi

foto di repertorio

“Il momento emotivamente piu’ critico – ha detto il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio – e’ stato quello del 14 agosto 2018, quando abbiamo ricevuto la notizia. Oggi c’e’ la massima soddisfazione, con la consapevolezza che i miei colleghi Terrile e Cotugno hanno fatto un gran lavoro, sono stati straordinari”.

I CONDANNATI DOVRANNO PAGARE SPESE PROCESSUALI

Chi verra’ condannato dovra’ pagare anche le spese processuali, tra le quali una parte del software che la procura ha preso per elaborare le migliaia di file sequestrate e costato circa due milioni di euro. Le richieste di rinvio a giudizio arrivano dopo tre anni di indagini, centinaia di intercettazioni, decine di escussioni di testimoni portate avanti dagli investigatori del primo gruppo della guardia di finanza, guidati dal colonnello Ivan Bixio.

ponte morandi

foto di repertorio

Atti conservati in oltre duecento faldoni e 92 hard disk da due tera ciascuno. Nel corso delle indagini sono stati fatti due incidenti probatori: il primo ha fotografato i resti del viadotto al momento del crollo mentre il secondo ha stabilito le cause della tragedia.

Un lavoro certosino che ha scoperchiato, secondo l’accusa, un modus operandi del vecchio management della societa’: massimo risparmio per una minima spesa in modo da garantire ai soci alti dividendi.

Dalla tragedia sono nate altre tre inchieste: quella sui falsi report sui viadotti, quella sulle barriere fonoassorbenti pericolose e quella sui falsi report sulle gallerie e la loro mancata messa in sicurezza.

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Stralciata la posizione di figure marginali: Roberto Acerbis; Vittorio Barbieri; Galliano Di Marco; Giovanni Dionisi; Carlo Guagni; Giorgio Peroni; Luigi Pierbon; Alessandro Pirzio Birolli; Giorgio Ruffini; Alessandro Severoni.

Le tre persone morte nel corso delle indagini sono Luigi Forti, Celso Gambera e Graziano Baldini.



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