massimo ranieri

, oggi. Cantante e attore, napoletano all’anagrafe registrato con il nome di Giovanni Calone, quinto di otto figli, cantava da bambino su uno scoglio per divertire i turisti che poi ricambiavano con qualche monetina.

Si può dire che, da bambino, siccome non sapeva nuotare, quello scoglio sia stato il suo primo palcoscenico dove ha incontrato il favore del pubblico.

Incisione del primo disco di Gianni Rock (questo il suo primo pseudonimo artistico, ‘In bocca due occhi e un nome’ e ‘Preghiera’ i titoli dei due brani) che lo portarono fino a New York come ‘spalla di Sergio Bruni, uno dei re della melodia partenopea nel mondo. Da lì, è tutta un’ascesa alla montagna della musica per Ranieri, suo nuovo nome d’arte: da Scala Reale, al Cantagiro con ‘Pietà per chi ti ama’; dai sui primi Festival di Sanremo, al successo di ‘Rose rosse’ del 1969; da Canzonissima con ‘Se bruciasse la città’ al secondo posto e poi sul podio più alto nel 1970 con ‘Vent’anni’ e nel 1972 con ‘Erba di casa mia’, all’Eurofestival; fino al ritorno vincente a Sanremo nel 1988 con ‘Perdere l’amore’.

Ma la da attore – in teatro, al cinema, in tv – non è meno ricca di quella da cantante. Sale sul palcoscenico con ‘L’anima buona di Sezuan’ diretto da Giorgio Strehler, ‘Pulcinella’ e ‘Liolà’ per la regia di Maurizio Scaparro e al Sistina con la commedia musicale ‘Rinaldo in campo’ targata Garinei & Giovannini nel ruolo che fu di Domenico Modugno e poi il musical ‘Barnum’ rivelando grandi doti da acrobata e ancora ‘Poveri ma belli’ e ‘Canto perché non so nuotare’. E per il cinema, i l ‘Metello’ di Mauro Bolognini e ‘Salvo D’Acquisto’ con Enrico Maria Salerno, solo per ricordare due film. Sulla Rai ripropone le commedie di Eduardo De Filippo: ‘Filumena Marturano’, ‘Napoli milionaria’, ‘Questi fantasmi’, ‘Sabato domenica e lunedì’. E conduce in tv il programma ‘Sogno e son desto’.

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