La produzione di contenuti rappresenta un punto di partenza fondamentale per qualsiasi azienda che abbia intenzione di guadagnare visibilità su Internet, allo scopo di farsi riconoscere dai potenziali clienti e posizionarsi nella loro memoria, oltre che nelle loro scelte. Nel contesto di una precisa strategia di content marketing, la visibilità può essere ricercata e guadagnata attraverso un utilizzo sapiente dei social network. Vale la pena, inoltre, di puntare sull’acquisizione di prospect attraverso feed RSS e messaggi di posta elettronica, affinché questi possano essere convertiti in lead sulla base delle azioni di lead nurturing.

Le strade da seguire per una maggiore visibilità

Ovviamente un piano di content marketing di successo può considerarsi tale solo nel momento in cui è in grado di accrescere in maniera continua il traffico in ingresso, così da favorire l’aumento delle conversioni e, di conseguenza, del fatturato. Inoltre, è importante capire come studiare contenuti efficaci, da produrre e poi da diffondere, affinché gli stessi possano essere condivisi da altri siti web e dal pubblico: il che serve a ottenere link in ingresso. C’è, poi, un altro traguardo a cui si dovrebbe mirare, anche se conseguirlo non è così semplice come si potrebbe auspicare: si tratta della creazione di contenuti virali, grazie a cui è possibile aumentare in misura consistente la quantità di backlink autorevoli che si possono acquisire.

Come fare per ottenere backlink autorevoli

Nel momento in cui si pianifica una strategia di content marketing, ci sono un sacco di aspetti che è opportuno tenere in considerazione, al di là – ovviamente – delle normative in vigore: per esempio, occorre valutare le differenze tra i target regionali, e inoltre non ci si può dimenticare delle modalità di fruizione dei contenuti (e di condivisione) da parte degli utenti, ciascuno dei quali ha delle aspettative ben precise. Il processo di una campagna di Link Building non è semplice né rapido, ma questo non è un buon motivo per rinunciarvi, a maggior ragione nel caso in cui ci si rivolga a diversi mercati nello stesso momento. Ed è chiaro che in tale eventualità si dovrà badare anche alla localizzazione dei contenuti, il che vorrà dire puntare su testi in lingue diverse.

I compiti di un content manager

La pianificazione e la pubblicazione dei contenuti sono solo una parte delle numerose mansioni che spettano a un content manager, il quale si deve occupare anche di individuare le strategie di pubblicazione più efficaci e non può fare a meno di assicurare un aggiornamento costante. Il tutto rientra in un quadro più generale, che è quello dell’ideazione dei contenuti editoriali e della loro gestione. Il content manager, in sostanza, è colui da cui dipende la progettazione dei contenuti – sul sito web ma non solo – di una certa azienda.

Come opera un content manager

Una campagna di link building e di content marketing si articola in diverse fasi strategiche, a cominciare da quella di ricerca e sviluppo. Una volta che l’idea è stata validata, si passa alla produzione e poi alla promozione; infine è il momento della misurazione dei risultati che sono stati ottenuti. Il traguardo a cui si deve mirare è quello di raggiungere link di qualità, in modo da conseguire i Kpi’s predefiniti e poter vantare un ritorno dell’investimento elevato. Certo è che riuscire a identificare un’idea vincente non è così facile. Sono tre gli aspetti che permettono a un’idea di garantire buoni risultati: la condivisione dei dati, la rilevanza della storia e le modalità di produzione del contenuto. È chiaro che il buon esito di una campagna di content marketing nella maggior parte dei casi è frutto proprio della qualità dell’idea, soprattutto per ciò che concerne la share of voice che si produce.

La costruzione di una storia

Per sapere se una storia può essere efficace o meno si deve pensare al target di destinazione, sempre tenendo conto del contesto e non dimenticando che anche gli interessi dei giornalisti dovranno essere solleticati. Un esempio di storia rilevante è quella che fornisce una notizia che in pochi o addirittura nessuno ha affrontato; in alternativa, ci si può limitare a proporre dei punti di vista e degli spunti nuovi rispetto a temi che, invece, nuovi non sono. Come si può intuire, le chiavi di volta sono l’originalità e l’innovazione, grazie a cui ci si può far notare.

I Big Data

Tuttavia rispettare i requisiti di novità non può bastare in una campagna di content marketing, soprattutto se è di grandi dimensioni. Il ricorso ai Big Data risulta quasi inevitabile, anche perché permette di produrre evidenze statistiche o correlazioni importanti. Un brand si può considerare all’avanguardia rispetto alla concorrenza nel momento in cui riesce a produrre dati proprietari e a distribuirli in forma di contenuti. Non è detto, comunque, che tutte le imprese possano contare su dati proprietari, e in questo caso si possono riutilizzare dati per combinarli e arrivare a informazioni nuove che poi potranno essere condivise con il proprio target.

Quali sono i contenuti più virali

Il più interessante dei contenuti rischia di passare inosservato se le modalità con cui esso è stato prodotto non sono appropriate. Insomma, la forma conta quanto o addirittura più della sostanza sul web. I list post sono contenuti che ottengono il numero più elevato di collegamenti in ingresso, anche se questo non vuol dire che ci si debba fossilizzare su di essi. Le infografiche interattive, per esempio, rappresentano una soluzione alternativa originale grazie al loro formato inedito.

Digital PR Store: un prezioso punto di riferimento

Nel contesto di una strategia finalizzata a una maggiore visibilità, vale la pena di servirsi di uno strumento come Digital PR Store, un marketplace dedicato al self publishing grazie a cui è possibile selezionare i migliori siti, blog e quotidiani online su cui pubblicare approfondimenti e comunicati stampa. In questo modo si ha l’opportunità di far conoscere la propria attività per mezzo dell’inbound marketing. Un form di ricerca permette di filtrare e di selezionare i publisher a seconda dei parametri più adeguati ai propri obiettivi, e a quel punto non resta che inviare i contenuti che dovranno essere diffusi.



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