Benche’ in carcere ricevevano ancora il reddito di cittadinanza. La guardia di finanza ha denunciati 105 detenuti del carcere ‘Lorusso e Cutugno’ di Torino, o loro familiari, per aver indebitamente percepito 430 mila euro.
Le fiamme gialle, in collaborazione con l’Inps, hanno appurato che non avevano comunicato all’ente, entro due mesi dalla carcerazione come stabilito dalla norma, che fossero detenuti e la variazione della composizione del nucleo familiare.
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Tra i furbetti del reddito di cittadinanza figurano anche detenuti per reati di particolare gravita’, quali associazione per delinquere, traffico e spaccio di stupefacenti, rapina, estorsione e furto, nonche’ violenza sessuale, pornografia minorile e maltrattamenti in famiglia.
Distaccato, freddo, privo di segni di rammarico. È l’atteggiamento mostrato da Giuseppe Musella, 28 anni, di Ponticelli, reo confesso dell’omicidio della sorella Jlenia, durante il breve colloquio avuto ieri nel carcere di Secondigliano con il cappellano, don Giovanni Russo. Alla domanda di rito, “Come va?”, Musella avrebbe risposto senza esitazioni: “Va tutto bene, non vi…
Si era presentato come un uomo delle istituzioni, pronto a “verificare” gioielli e denaro per conto del Tribunale. In realtà era l’atto finale di una truffa ben orchestrata che ha fruttato circa 70mila euro ai danni di due anziani coniugi torinesi. Per quei fatti, la polizia ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 37enne napoletano, arrestato a Napoli dagli agenti del commissariato San Ferdinando su ordine del gip di Torino.
La vicenda risale allo scorso 21 ottobre, quando il marito della coppia ricevette una telefonata sull’utenza fissa di casa. Dall’altra parte del filo, un sedicente carabiniere lo invitava a presentarsi con urgenza presso la Stazione dell’Arma di via Catania, sostenendo che la sua auto fosse stata coinvolta in una rapina. L’uomo, spaventato e convinto della veridicità della chiamata, uscì immediatamente di casa.
Torino – Le suore Immacolatine, che gestiscono l'istituto paritario di via Vestigné a Barriera di Milano dove lavora la vittima, hanno formalizzato una richiesta di risarcimento danni da un milione di euro nei confronti della «gang» guidata dal tiktoker Don Alì (vero nome Alì Said), 24 anni, noto come il «re dei maranza». L'atto di…
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