Ex segretaria Cisl assolta: “Fatti inimmaginabili, parlerò con i vertici”

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Napoli. Ex segretaria Cisl assolta: le motivazioni del giudice scagionano la ex leader.

“Sono stata imputata per fatti inimmaginabili” dice Lina Lucci alla luce di un’assoluzione arrivata a dicembre scorso e che è stata motivata nei giorni scorsi. “Felice per aver creduto senza esitazioni nella Giustizia del nostro Paese e soprattutto mi sento moralmente appagata dal fatto che il giudice Sandra Lotti abbia pienamente definito il perimetro di una vicenda, dai contorni oscuri e maliziosi, che ha portato alla mia piena assoluzione in un processo che mi vedeva imputata per fatti inesistenti ed addirittura inimmaginabili”. Ha detto Lina Lucci, segretario della Cisl Campania dal 2009 al 2016, commentando le motivazioni depositate il 16 marzo scorso dal giudice Sandra Lotti del Tribunale di Napoli a sostegno della sentenza emessa lo scorso 17 dicembre con la quale la sindacalista e’ stata assolta con formula piena “perche’ il fatto non sussiste”.

L’ex segretaria della Cisl Campania, nel corso del procedimento giudiziario che la vedeva imputata per appropriazione indebita, è stata difesa dagli avvocati Giro Sepe e dal professore Alfonso Stile, recentemente scomparso. Una sentenza giunta dopo quattro anni, “di indicibili sofferenze – ricorda Lucci – ma devo senz’altro ritenermi fortunata per un processo durato effettivamente poco piu’ di sei mesi, portato avanti dal Giudice Lotti anche nel periodo di pandemia, evitando cosi’ lo stigma di una prescrizione”.

Il processo si e’ svolto nel corso di undici udienze durante le quali sono stati ascoltati decisivi testimoni. “Annamaria Furlan, oggi dimissionaria, – sottolinea Lucci – ha avuto un ruolo importante in questa storia ed ha perso una buona occasione per chiedermi pubblicamente scusa, ma soprattutto per dimostrare coraggio nel ripristinare quel comportamento di lealta’ che dovrebbe distinguere i vertici di un sindacato prestigioso come la Cisl. Ora chiedero’ a Gigi Sbarra, nuovo segretario generale della Cisl – che conosco da molti anni, estraneo a questa dolorosa vicenda, un incontro per chiarire le tante questioni rimaste in sospeso. Le motivazioni della sentenza dimostrano la mia piena innocenza che, per come testualmente trascritto in sentenza, non ho mai agito per fini non istituzionali e, soprattutto, ho sempre goduto del consenso dei vertici sindacali anche nazionali. E questo lasciando in disparte il consenso dei tantissimi lavoratori e pensionati che anche in questi anni non mi hanno fatto mai mancare il loro appoggio incondizionato, increduli delle subdole accuse – rivelatesi tutte infondate – mosse da personaggi che ora dovranno chiarire la loro posizione”.

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    “Penso – dice ancora la sindacalista – ad esempio a Piero Ragazzini che ha formalizzato nel 2016 la infamante querela sulla base del dossier confezionato da Salvatore Denza, quest’ultimo ritenuto dal Giudice ‘la fonte principale delle accuse’ a mio carico ma giudicato anche inattendibile, come peraltro dimostrato punto per punto dalla mia difesa”. “Una sentenza – conclude Lina Lucci – che apre uno squarcio di luce non solo sulla mia vicenda personale ma su tanto altro. Da qui il mio appello alla Cisl di fare chiarezza, assumere comportamenti coerenti con il mandato conferito dai tanti lavoratori e pensionati che credono ancora in un sindacato sano, riscattando anche quei tanti dirigenti che nel tempo hanno subito ingiustizie e che non sono mai stati ripagati per l’impegno profuso”.






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