L’inchiesta sulla morte di Maradona e ‘la botta’ alla testa 7 giorni prima di morire

Non accennano a placarsi le polemiche per la morte improvvisa di Diego Maradona, illustre patrimonio del calcio mondiale. Giudici, pm, avvocati e agenti di polizia lavorano a Buenos Aires su un dossier difficile, complesso, che ipotizza il reato di ‘omicidio colposo’ e che implica decine di testimonianze, e l’esame di una voluminosa documentazione scritta, audio […]

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Maradona
foto dal profilo ufficiale di diego armando maradona

Non accennano a placarsi le polemiche per la morte improvvisa di Diego Maradona, illustre patrimonio del calcio mondiale.

Giudici, pm, avvocati e agenti di polizia lavorano a Buenos Aires su un dossier difficile, complesso, che ipotizza il reato di ‘omicidio colposo’ e che implica decine di testimonianze, e l’esame di una voluminosa documentazione scritta, audio e video. Per ora l’unico personaggio che e’ rimasto impigliato nella rete giudiziaria e’ il medico del ‘Pibe de oro’, Leopoldo Luque, che come indagato ha subito la perquisizione della casa e della clinica. Criticato dalla ex moglie di Diego, Claudia, e dalle figlie Dalma, Giannina e Jana, il medico ha cercato di farsi interrogare dai pm di San Isidro per chiarire il suo ruolo e le sue responsabilita’ nell’assistenza a Maradona, ma senza successo.

Uscendo dal tribunale il suo avvocato, Mara Carla Digiuni, ha parlato di “un gesto spontaneo” del suo assistito, chiarendo che Luque “non e’ imputato ne’ ha rilasciato una dichiarazione”. Le perquisizioni, ha sottolineato, “sono avvenute nel quadro di una sezione della causa che riguarda la documentazione” clinica. Inoltre, vista l’ampia cerchia di conoscenze e di ‘amicizie’ di Maradona, e’ comprensibile che molti personaggi siano in fila per contribuire ad agitare ulteriormente le acque torbide che circondano la dinamica della sua morte. Stamani e’ stata la volta dell’avvocato Rodolfo Baque’, che difende gli interessi dell’infermiera Dahiana Madrid.

Ha rivelato che due mercoledi’ fa Diego e’ caduto nella villa dove era stato trasferito sbattendo la testa sul lato destro, opposto a quello dove era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale. Prima dell’incidente, ha aggiunto, “era stato rinchiuso per tre giorni nella sua stanza”. E’ arrivato ad avere 115 pulsazioni al minuto, ed il giorno prima di morire ne aveva 109, quando e’ noto che un paziente con problemi coronarici non puo’ superare le 80 pulsazioni”. Il corpo “inviava segnali che non sono stati ascoltati con farmaci. Poteva essere ricoverato nella clinica piu’ lussuosa del mondo, ma e’ stato tenuto in un luogo inadatto”.

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Sempre oggi in Procura si e’ presentato Mario Baudry, fidanzato di Ve’ronica Ojeda, come rappresentante di Diego Fernando Maradona, il figlio che la donna ebbe durante una relazione con il ‘Diez’. Senza svelare le sue dichiarazioni ai giudici, ha detto che “riteniamo che l’ex calciatore non sia stato assistito bene e che “la sua morte a nostro avviso era evitabile”. Infine hanno manifestato l’intenzione di dare battaglia anche quattro sorelle del ‘Pelusa’ (Claudia Nora, Ana Estela, Maria Rosa y Rita) che hanno annunciato di volersi presentare come ‘parte lesa’ nella causa, e che saranno assistite dall’avvocato Matias Morla, che e’ duramente criticato, come il neurochirurgo Luque, da ex moglie e figlie di Maradona.

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